Core: «A destra un giovanilismo di facciata»

Replica della linea verde di Antonetti: «Attacco irrispettoso, noi ci siamo candidati per scelta libera»
TERAMO. Dall’assessore uscente alla cultura (e ricandidato consigliere per Insieme Possiamo) Andrea Core arriva un attacco al candidato sindaco Carlo Antonetti e a chi lo sostiene per aver schierato sul palco del Comunale, durante la convention di sabato, alcuni giovani candidati consiglieri. Core parla di «vuota retorica», «apparizioni scenografiche non supportate da sostanza», «colpi di teatro e specchietti per le allodole». E continua: «I giovani meritano rispetto, attenzione, ascolto, voce, protagonismo. Quanto avvenuto al Cineteatro appartiene a un triste passato nel quale un finto giovanilismo di facciata poi veniva sovvertito dal riproporsi dei soliti noti nei posti di governo. E del resto cosa ci si poteva aspettare da una coalizione che abusando di termini come cambiamento ha presentato nei primi posti delle proprie liste personalità riconducibili a esperienze politiche assai passate e superate, che sembravano scomparse dalla scena politica teramana?». Core sostiene che «negli ultimi anni la nostra generazione grazie all’attuale amministrazione ha trovato spazi, ascolto, voce e protagonismo» e si rivolge ad Antonetti invitandolo, per i prossimi fine settimana, «a partecipare ad i prossimi eventi, dalla Fiera al ricordo di Ivan, dall’Aspettando il 1° maggio al Teramo Comix. Scoprirà una Teramo diversa da quella che le hanno raccontato e che lei purtroppo ha scelto di non vivere e frequentare».
Dal comitato elettorale di Antonetti è arrivata una replica firmata da “I giovani sostenitori” del candidato. «Che la nostra scelta di candidarci, ovvero di partecipare alla vita pubblica e fare politica potesse risultare scomoda per qualcuno, ce lo immaginavamo. Che quel fastidio però ci venisse manifestato da un giovane assessore alla cultura è per noi motivo di stupore, da una parte, ma anche di soddisfazione dall'altra, perché una reazione così volgarmente offensiva ci conferma solo quanto la nostra scelta, quella di candidarci nella coalizione di Antonetti, sia giusta. Sì, assessore, la scelta. Perché la nostra è stata una scelta libera, democratica e dettata da una presa di coscienza visto il lavoro non svolto durante gli anni della sua amministrazione. Su quel palco ci siamo saliti con la fierezza di poter dire “Ci siamo e vogliamo dire la nostra”. Noi abbiamo un cervello, tante idee e la voglia di poterle esprimere. Questo è il motivo per cui ci siamo candidati. Per questo vogliamo entrare in politica. Voi in politica ci vivete già e Lei in particolare nel senso vero del termine, giusto? Prima dell’assessorato non ricordiamo avesse un altro stipendio. Be’, da voi che in politica ci siete già, noi ci aspettiamo rispetto ed esempio, soprattutto».

