Core: «Musei, serve una rete regionale»

L’assessore lancia l’appello dopo la pubblicazione dei dati sull’Abruzzo ultimo in Italia per visitatori
TERAMO. «Gli enti locali non possono da soli tenere in piedi un sistema complesso che merita invece di essere inserito in una rete di carattere regionale affinché possa esprimersi al meglio e dare nuovo slancio al turismo culturale». Così l'assessore alla cultura del Comune di Teramo Andrea Core commenta i dati elaborati da Openpolis che relegano l’Abruzzo in coda alla classifica in Italia per numero di visitatori dei musei. Un bilancio spietato che non rende merito al patrimonio di una regione «che ha grandi potenzialità ma sulle quali, evidentemente, non si ritiene di investire: del resto i due milioni di euro di finanziamenti a pioggia elargiti di recente dalla Regione qua e là a realtà piccole o piccolissime la dicono lunga sul tipo di considerazione che quell’ente ha della cultura: azioni spot, senza programmazione ampia e di prospettiva». Nella classifica di Openpolis, che fa riferimento al 2021, Teramo non c’è. I musei gestiti dal Comune e inseriti nell'indagine sono la pinacoteca, che ha avuto 547 visitatori, e il museo archeologico Savini, chiuso da anni per il sisma.
«Il 2021 è stato un anno complesso, con aperture post-Covid a singhiozzo, ma l’amministrazione ha segnato un cambio di passo per quanto riguarda la valorizzazione dei siti culturali», spiega Core, «con il museo Savini abbiamo trovato il deserto: non era neppure stato messo in sicurezza. Noi l’abbiamo fatto, intercettando i 10 milioni di euro per la sua sistemazione e avviando le interlocuzioni con la soprintendenza: i beni custoditi verranno trasferiti nel museo del gatto e l’iter per la progettazione della ristrutturazione è in corso. Abbiamo investito nelle mostre all’Arca e al Castello Della Monica, con riscontri eccezionali per gli allestimenti dedicati a Montauti e Banksy fino a Stampone. Abbiamo stanziato 500mila euro per il personale per garantire le aperture dei siti e messo in atto una programmazione che ha rivitalizzato la città». Se l’amministrazione si dice soddisfatta per il proprio lavoro sul fronte cultura, non nasconde delusione per il «sistema cultura» a livello sovracomunale. «L’Abruzzo deve essere messo in rete e a farlo deve essere la Regione, manca una cabina di regia che elevi la proposta e il dibattito, andando oltre il vecchio spot mare-montagna-arrosticini», conclude Core, «la Regione dica che politica culturale intende attuare perché ragionare su singole città è riduttivo e non porta da nessuna parte». (v.m.)

