Core: «Non fermate la cultura»
L’assessore scrive a Governo e Regione: teatri, sale e concerti non sono pericolosi
TERAMO. Una lettera aperta al presidente del Consiglio, al ministro dei Beni culturali, al presidente della Regione e all’assessore regionale alla cultura per chiedere la riapertura di teatri, cinema, sale concerto o in alternativa di far tornare a lavorare il mondo della cultura da remoto, inondando spazi televisivi, web e l’intero mondo delle telecomunicazioni di eventi culturali.
A scriverla, in un accorato appello, è l’assessore comunale Andrea Core, per il quale suona incomprensibile la decisione, assunta con l’ultimo Dpcm, di chiudere i luoghi della cultura. «La situazione epidemiologica che stiamo vivendo si fa ogni giorno più preoccupante», osserva Core, «certamente non esiste un’unica ricetta per affrontare al meglio questa crisi, tantomeno i correttivi che si sono messi in campo e si metteranno sul piatto nell’immediato futuro potranno colmare le lacune di anni di politiche scellerate, indirizzate al taglio del sistema di welfare, alla riduzione delle tutele dei lavoratori, a disinvestimenti e tagli a settori strategici come sanità e istruzione. Tuttavia non posso non rappresentarvi tutto lo stupore nel vedere come ancora una volta tra i primi interventi vi sia la chiusura di attività culturali come teatri, cinema, sale da concerto e similari, come se questi luoghi in questi mesi avessero rappresentato dei possibili focolai o spazi per assembrarsi». Per l’assessore, in un momento così complesso, che sta condizionando la salute anche dal punto di vista psicologico, investire nella cultura vuol dire offrire ai cittadini una possibilità di evasione da una quotidianità particolarmente pesante. «Ascoltare un concerto, assistere ad un’opera teatrale, andare a vedere un film», osserva, «significa poter sognare, uscire non solo fisicamente dalle mura di casa e del quotidiano. Ne abbiamo un tremendo bisogno». Per l’assessore, inoltre, non si può chiedere un ulteriore sacrificio al mondo della cultura, che si è subito adeguato con i protocolli per le riaperture. Da qui la richiesta di riaprire «questi luoghi, fosse pure con orari rivisti». In caso contrario, per Core si dovrebbe puntare sulla digitalizzazione della cultura, consentendo ad artisti e associazioni di registrare in quei luoghi prodotti da proporre poi nei palinsesti, sul web, sulle radio. «In questo modo quegli stessi luoghi», conclude, «seppur in forme diverse, continuerebbero a vivere. Noi a Teramo proveremo a fare la nostra parte, andando esattamente in questa direzione: magari non fossimo soli». (a.m.)

