Core: servizi all’infanzia, bando da revocare

5 Giugno 2024

Subito un attacco alla maggioranza dall’ex leader di “Insieme possiamo” passato al gruppo misto

TERAMO. Poche ore dopo la conferenza stampa in cui annunciava di lasciare “Insieme possiamo” per approdare al gruppo misto, e dichiarava fedeltà al sindaco D’Alberto, il consigliere comunale di maggioranza Andrea Core ha postato su Facebook un attacco frontale all’amministrazione comunale sull’ultimo bando per i servizi all’infanzia, chiedendone addirittura la revoca in autotutela. Core nel post rivendica innanzitutto il «percorso di rivoluzione dei nidi comunali» portato avanti come assessore nella passata consigliatura, scrivendo: «Dopo anni di immobilismo totale e mancati investimenti, sono state prese scelte complesse ma che nel lungo periodo avevano dimostrato tutta la loro bontà, riuscendo a dare nuova linfa e nuove prospettive ai servizi educativi teramani». Poi arriva la critica: «In questo anno, nel nuovo ruolo che oggi ricopro, ho preferito il silenzio supportato da un’attività quotidiana di dialogo con l’amministrazione per evitare che quanto di buono fatto e seminato non venisse disperso. Ho vissuto con estrema amarezza ogni momento di blocco, rallentamento o scontro generatosi su un tema così importante per la nostra realtà e per il futuro di tutti i teramani. Se oggi rompo questo voto di silenzio è perché credo che si stia arrivando a un punto di non ritorno e sul quale invito tutta l’amministrazione a un supplemento di riflessione. L’ultimo bando di gara, recentemente pubblicato, pur contenendo aspetti positivi al proprio interno, risulta carente su due aspetti di vitale importanza: garanzie occupazionali per il personale impiegato e garanzie di continuità di un servizio che non può subire rivoluzioni costanti ma che oggi ha dimostrato di avere gambe per camminare. Se non si mettono in sicurezza lavoratori e imprese il rischio, se non la certezza, è che alla fine il prezzo più alto lo paghino gli utenti, ossia bambine e bambini con le loro famiglie. Pertanto invito l’amministrazione comunale a tornare sui propri passi, a ritirare l’atto in autotutela e a correggere gli errori relativi a occupazione del personale e durata dell’appalto: lo dobbiamo alle operatrici, alle famiglie, ma soprattutto alle bambine e ai bambini».
Per ora nessuna replica dal sindaco e dall’assessora all’istruzione Stefania Di Padova, ma a quanto risulta non c’è alcuna intenzione di tornare indietro sul bando, che sarebbe stato elaborato con certi criteri per evitare di gravare sui conti del Comune.(red.te)