Corrieri teramani per la coca dal Perù

11 Febbraio 2018

Bloccati due marchigiani e una colombiana che gestivano il traffico: la droga destinata al mercato dei locali della costa

TERAMO. Arruolavano corrieri teramani per far arrivare la droga dal Perù, soprattutto disoccupati pronti a rischiare condanne e carcere per i soldi della “missione”. Chili di cocaina per alimentare il mercato della costa teramana e marchigiana, in particolare quello dei locali. La polizia li ha scovati dopo mesi di intercettazioni (sia ambientali sia telefoniche) e pedinamenti che hanno portato a ricostruire nel dettaglio i movimenti di una donna colombiana e due uomini sambenedettesi che ieri sono stati colpiti da altrettanti provvedimenti emessi dal gip Domenico Canosa su richiesta del pm Andrea De Feis. Per la donna è scattato l’obbligo di dimora a San Benedetto del Tronto (la città di residenza), mentre uno dei due uomini è finito nel carcere ascolano di Marino del Tronto. All’altro l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere dove è detenuto visto che nei mesi scorsi è stato arrestato dopo che nella sua abitazione sempre la polizia teramana ha sequestrato mezzo chilo di cocaina. Le indagini della squadra mobile (guidata da Roberta Cicchetti) iniziano nell’ottobre del 2016 quando un 35enne di Civitella del Tronto viene fermato all’aeroporto di Fiumicino con cinque chili di cocaina nascosti in una valigia dopo un viaggio in Perù. Gli investigatori capiscono subito che non può che essere un corriere ingaggiato da qualche organizzazione, di quelle che muovono grosse partite di droga da un continente all’altro.
Comincia una complessa e articolata indagine con intercettazioni telefoniche, gps nascosti nelle macchine dei tre, pedinamenti. Gli accertamenti portano a scoprire il modus operandi dei tre con solidi legami a organizzazioni criminali internazionali specializzate proprio nel traffico internazionale di droga, soprattutto cocaina. Che viene ordinata via telefono e saldata con pagamenti eseguiti con il servizio "Money Transfer". Pagamenti, accertano gli investigatori della squadra mobile, che portano tutti in Perù dove vanno anche i corrieri teramani con biglietti acquistati proprio in un’agenzia cittadina. Non a caso il Perù. Secondo il rapporto annuale dell’ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione, infatti, il Perù è il primo produttore mondiale di foglie di coca davanti a Colombia e Bolivia, con 49.800 ettari di superficie coltivati a coca. Nel 2013 il Paese andino ha fatto registrare una produzione di 121 mila tonnellate di foglie, destinando il 95 per cento, circa 113 mila tonnellate, al narcotraffico.
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