«Corsi validi, l’Ispra ci diffama»

7 Settembre 2014

Caccia al cinghiale: la Federcaccia contro l’istituto di protezione ambientale

TERAMO. Caccia ai cinghiali: la Federcaccia di Teramo accusa l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) di ritardare l'avvio delle operazioni di contenimento della fauna selvatica e di danneggiare l'immagine della Federazione italiana della caccia.

Tutto prende spunto da una riunione degli agricoltori teramani, tenutasi lo scorso giovedì nella sede della Camera di commercio, nel corso della quale Barbara Franzetti, rappresentante dell'Ispra, avrebbe ammonito i presenti circa la mancata validità dei corsi effettuati dalla Federcaccia. «Franzetti, invece di affrontare l’argomento della riunione e soprattutto dare spiegazioni del perché l’Ispra ha ritardato, nonostante i molteplici solleciti della Provincia, i pareri dovuti sugli interventi di contenimento dei cinghiali in soprannumero per ridurre drasticamente il danno di questa specie selvatica alle colture agricole», si legge in una nota della Federazione, «si è avventurata in una valutazione di validità del corso di formazione per selecontrollori organizzato dalla Federcaccia di Teramo nei mesi scorsi, dichiarando che i corsisti abilitati in quel corso non erano abilitati perché il corso della Federcaccia non aveva il parere positivo dell’Ispra». Insomma, secondo l'Ispra, l'iniziativa della Federcaccia non autorizzerebbe i tesserati a cacciare i cinghiali. La federazione teramana ha già annunciato che valuterà la possibilità di ricorrere alle vie legali nei confronti della funzionaria dell'Ispra, ritenendo le dichiarazioni di Franzetti «lesive e diffamatorie». «Il corso è del tutto regolare ed è l'unico per selettori organizzato da associazioni private in provincia di Teramo con le autorizzazioni in regola, così come previsto dalle leggi, e ottenute preventivamente alla tenuta del corso stesso», ribadisce la Federcaccia, «Oltre alle azioni legali la Federcaccia inoltrerà al prefetto di Teramo un esposto perché sia messo al corrente del modo di operare dell'Ispra, fornendogli tutta la documentazione comprovante i ritardi e le pretestuosità addotte nelle negazioni di parere positivo ai piani di abbattimento della Provincia, ritardando così l'inizio delle operazioni di contenimento dei cinghiali e danneggiando fortemente sia gli agricoltori, che continuano a subire i danni alle loro colture, che l'intera collettività abruzzese che dovrà risarcire i danni arrecati».(s.p.)

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