Corso, incertezza sulla durata dei lavori

26 Marzo 2017

Ci vorrà ancora una settimana di tempo per sapere quando terminerà la posa delle mattonelle

TERAMO. Ci vorrà una settimana per fissare la data per il completamento della pavimentazione di corso San Giorgio. Gli addetti delle imprese appaltatrici saranno al lavoro anche oggi per accelerare l'intervento conclusivo del progetto, ma un cronoprogramma definitivo non verrà stilato prima del prossimo week end. I prossimi giorni, infatti, serviranno ancora per rodare il sistema di posizionamento delle nuove mattonelle seguendo il disegno e i complessi accostamenti cromatici previsti. «Non si tratta solo di posizionare i pezzi uno dietro l'altro», spiega l'assessore comunale ai lavori pubblici Franco Fracassa, «l'opera è molto più complicata e per questo preferiamo iniziare con calma per curare i dettagli ed evitare errori». Il posizionamento delle mattonelle viene seguito passo per passo anche dal direttore del cantiere Giustino Vallese, tra gli autori del progetto di riqualificazione del corso, oltre che da un fitto capannello di curiosi assiepato ogni mattina oltre le transenne intorno all'area in cui si sta operando per controllare l'andamento dei lavori. «Abbiamo posizionato barriere molto basse per ridurne l'impatto e creare il minor disagio possibile ai commercianti», fa notare l'assessore, «anche per questo abbiamo deciso di sistemare la nuova pavimentazione davanti agli ingressi dei negozi nei festivi, approfittando delle chiusure». La zona in corrispondenza dei portici, tra l'altro, è la più delicata per l'apposizione delle mattonelle. In quel tratto di corso, infatti, si dovrà ricostruire a terra il profilo del porticato ottocentesco riemerso dal sottosuolo durante i primi scavi. I tempi di ultimazione dell'opera, dunque, non saranno brevissimi e su questo arrivano critiche dall'opposizione. «È incredibile che, nonostante i ritardi accumulati dai lavori rimasti a lungo fermi», attacca il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «non ci sia ancora un cronoprogramma chiaro sulla conclusione dell'opera». L'incertezza, secondo lui, oltre che non fare chiarezza sul periodo in cui il corso resterà ancora paralizzato mette ulteriormente in difficoltà proprio i negozianti, impossibilitati a programmare le loro attività. L'approssimarsi della conclusione dei lavori non cancella gli errori. «Questi sono dipesi anche dalla negligenza dell'amministrazione», conclude D'Alberto, «non si parla più degli indennizzi ai commercianti, ma le responsabilità vanno accertate: non può finire tutto a tarallucci e vino».

Gennaro Della Monica

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