Corso San Giorgio, ennesimo rinvio

Per riprendere i lavori servono la perizia di variante e l’ok della Sovrintendenza ai disegni a terra: ci vorrà una settimana
TERAMO. Ci vorrà ancora una settimana per sistemare le carte del cantiere in corso San Giorgio. E' questo il termine fissato nella riunione di ieri mattina in Comune tra l'assessore ai lavori pubblici Franco Fracassa, i tecnici e l'associazione temporanea d'imprese a cui è stato affidato l'appalto da 3.7 milioni di euro. La ripresa dell'intervento, sospeso a inizio dicembre, non può infatti prescindere alla presentazione della perizia di variante che ha adeguato il progetto al ritrovamento dei reperti durante gli scavi e al relativo calcolo della somma da liquidare alle aziende appaltatrici per le opere realizzate finora.
A produrre la documentazione dovrà essere il direttore dei lavori Giustino Vallese, presidente dell'ordine degli architetti nonché tra gli autori del progetto per la riqualificazione di corso San Giorgio che una decina di anni fa si aggiudicò il concorso d'idee lanciato dall'amministrazione cittadina. Per la verità le carte, stando a quando annunciato dal Comune, dovevano essere pronte la settimana scorsa, ma a quanto pare le lungaggini sono inevitabili nell'intervento avviato più di un anno fa.
Fracassa la prende con filosofia. «Preferisco aspettare qualche giorno in più e sistemare tutto», fa sapere, «piuttosto che far ripartire subito i lavori ed essere costretto a interromperli di nuovo». Su questo punto l'assessore è stato chiaro con i tecnici e i rappresentanti delle imprese: questa volta bisogna arrivare in fondo. «Il cantiere ripartirà definitivamente», assicura Fracassa, «si fermerà quando sarà tutto finito». L'impresa è pronta a riattivarlo non appena arriverà la documentazione, in particolare quella relativa al pagamento dello stato di avanzamento dei lavori, e agirà su due fronti. Sul lato monte del corso c'è ancora da smantellare un tratto di marciapiede all'incrocio con piazza Garibaldi e va sistemato un piccolo tratto di condotta fognaria che, a quanto pare, non richiederà transennature ingombranti. Dalla parte opposta, nei pressi di piazza Martiri, sarà avviata la ripavimentazione col posizionamento delle mattonelle riconsegnate alle ditte dopo la sostituzione di quelle di colore sbagliato. Anche qui, però, resta un ostacolo: il nulla osta della Sovrintendenza ai beni architettonici al progetto per disegnare a terra il profilo degli antichi portici che nell'800 sorgevano sui due lati del corso nella zona in cui sono gli attuali. Il funzionario Roberto Orsatti, presente all'incontro, ha garantito che il responso atteso da mesi arriverà all'inizio della prossima settimana. I lavori dovranno tener conto, inoltre, degli interventi in alcuni palazzi lungo il corso lesionati dal terremoto, ma Fracassa dà per certo che si troverà un modo per evitare intralci. (g.d.m.)
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