Corso, scontro legale Comune-impresa

L’ente contesta lavori fatti male, la ditta già da tempo chiedeva i danni per i ritardi: possibile la rescissione del contratto
TERAMO. È un’opera nata male, andata avanti tra ritardi e polemiche e che, a quanto pare, sta per finire peggio: ovvero, con un contenzioso legale. La riqualificazione di corso San Giorgio – che è quasi completata, ma quel quasi scava una differenza sostanziale – è entrata in una nuova fase, sulla quale fa il punto (a pochi giorni dall’insediamento) l’assessore comunale a lavori pubblici e urbanistica Stefania Di Padova. «Siamo nella fase delle contestazioni. Il Comune le ha fatte alla ditta appaltatrice, che ora deve rispondere. Di sicuro il collaudo ancora non è stato fatto. Andrà fatta invece una ricognizione in loco a seguito della quale il Comune valuterà un’eventuale rescissione del rapporto. Il corso è già in condizioni pessime, le lastre di rame che vanno da un lato all’altro si sono già alzate e quando piove forte si allaga la parte seminterrata del negozio di abbigliamento “Sottosopra”. L’opera, in ogni caso, non è ancora completa. Devono essere sistemate le vie laterali, al momento si sono creati degli scalini che rendono difficoltoso ai disabili l’accesso al corso».
Che tra Comune e impresa appaltatrice (per la precisione un’associazione formata da Consorzio stabile di Tottea e Macinati) tirasse aria di battaglia legale si sapeva da tempo, perché l’impresa ha presentato già nel 2017 una riserva contrattuale per due milioni di euro di danni subìti a causa delle ripetute interruzioni dei lavori e dei cambi di programma imposti dalla necessità di mettere in sicurezza i manufatti antichi emersi dal sottosuolo. La cifra richiesta a titolo risarcitorio dall’associazione d’imprese non potrà non essere oggetto di trattative con l’amministrazione che, dal canto suo, contesta inadempienze in fase esecutiva. La storia infinita del cantiere del corso va avanti.
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