Corteo dei lavoratori edili «Persi più di tremila posti»

Sit-in sabato davanti all’ex manicomio, simbolo dei cantieri che non partono La Cgil: «Tutto fermo, è bloccata buona parte dei lavori post sisma del 2009»
TERAMO. «Basta con gli annunci, vogliamo i fatti: diamo lavoro agli edili». La Cgil chiede di riaprire i cantieri e annuncia per sabato uno "sciopero alla rovescia" che si terrà alle 10 in piazza Sant'Anna. La manifestazione vedrà la partecipazione del segretario nazionale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi, di Giovanni Timoteo segretario Cgil Teramo, Sandro Del Fattore segretario Cgil Abruzzo e Molise e di Silvio Amicucci segretario della Fillea Cgil Abruzzo. L'iniziativa nasce dalla necessità di rimettere in piedi il comparto dell'edilizia: se a livello regionale infatti il settore ha registrato, dal 2006 ad oggi, una diminuzione di 14mila lavoratori, solo in provincia di Teramo gli occupati sono scesi più del 50 per cento, passando da 6.007 a 2,646 iscritti alla cassa.
Eppure sul territorio i settori di intervento non mancherebbero, fra ricostruzione post-terremoto (del 2009), edilizia scolastica, Masterplan ed edilizia sanitaria. Un esempio i lavori post-sisma, mai realizzati, nei comuni allora parte del cratere. «Ad oggi solo Penna Sant'Andrea e Arsita hanno presentato il piano di ricostruzione, tre giorni fa è stata la volta di Tossicia, con 91 cantieri. Castelli, Fano Adriano, Montorio Pietracamela e Colledara sono ancora fermi al palo», spiega Amicucci. E in merito all'edilizia scolastica aggiunge: «Dopo l'Aquila in provincia sono stati stanziati più di un milione di euro per 28 interventi scolastici, tra riparazioni, miglioramenti sismici e costruzioni ex novo. Ad oggi tuttavia sono stati utilizzati appena 18mila euro. E un solo intervento è stato concluso a Corropoli, mentre altri tre sono in fase di esecuzione tra Bisenti e Val Vomano. Gli altri cantieri sono ancora in fase di programmazione o progettazione».
Non è un caso inoltre se la manifestazione di sabato si terrà a piazza Sant'Anna, di fronte all'ex manicomio Sant'Antonio. «Il recupero della struttura così come proposto dall'Università può essere un'occasione di rilancio della città e della sua economia. Abbiamo scelto questa opera anche in modo simbolico per chiedere con forza alle istituzioni di passare rapidamente alla fase attuativa di tutti i progetti programmati», spiega Timoteo. Secondo il sindacato la riapertura dei cantieri potrebbe dare occupazione fino a 6mila operai. «Ci sono stati tempi eccessivi, ora si passi ai cronoprogrammi dei lavori», conclude il segretario provinciale Cgil, appellandosi al senso di responsabilità dei soggetti pubblici e dei progettisti.
Emanuela Michini
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