Cortino, è partito solo il 20% della ricostruzione privata 2016

3 Febbraio 2022

Per 30 aggregati nessuna progettazione, ultimate appena sette pratiche su 50 di abitazioni singole Il sindaco Tiberii convoca tecnici e proprietari: «Devono accelerare o i nostri borghi moriranno»

CORTINO. Ricostruzione post-sisma 2016 a Cortino: è al palo quella privata con solo il 20% dei cantieri avviati, e si teme un irreparabile spopolamento. Una trentina gli aggregati danneggiati per i quali non è stata presentata alcuna progettazione, dieci già commissariati. Circa 50 le pratiche di abitazioni singole, delle quali solo sette ultimate. Se nel 2009 il comune della Laga non era rientrato nel cratere sismico e la ricostruzione aveva assunto dimensioni limitate, dopo i terremoti del 2016-2017 che hanno duramente danneggiato il capoluogo e le venti frazioni – soprattutto quelle di Elce, Casanova e Padula – Cortino è rientrato non solo nel cratere sismico, ma anche tra i sei comuni abruzzesi maggiormente colpiti. Ma la ricostruzione delle abitazioni, che riguarda principalmente le seconde case, non riesce a decollare: per lungaggini dovute agli iter di presentazione delle pratiche, per l’unione con i bonus come quello del 110%, ma anche per la presenza, in alcuni casi, di un gran numero di eredi, spesso non rintracciabili.
Una stasi che preoccupa il neoeletto sindaco Marco Tiberii, che ha fissato come priorità della sua azione amministrativa proprio la ricostruzione e ha convocato più volte i diretti interessati. «È necessario dare una sterzata a questa situazione», ha detto, «per questo stiamo accelerando il più possibile attraverso incontri con i tecnici e i presidenti dei consorzi chiedendo loro velocità nella presentazione delle pratiche. È importante», aggiunge, «che i residenti che sono nelle venti soluzioni abitative emergenziali e nelle strutture ricettive rientrino nelle proprie case e che tornino, soprattutto in estate, i proprietari delle seconde abitazioni, che portano movimento e vitalità. Se non torna la gente, i piccoli borghi montani muoiono!».
Lo spopolamento delle zone interne, che si è acuito con i terremoti, mette a rischio la sopravvivenza dei piccoli comuni e la garanzia dei servizi è sicuramente una delle misure per contrastarlo. Per questo Cortino, come altri Comuni dell’interno, sta portando avanti con celerità la ricostruzione pubblica. «Sono terminati i lavori per un importo di 130mila euro della scuola primaria e dell’infanzia del capoluogo, gravemente danneggiata dal sisma e con gli alunni trasferiti in un locale del Comune in contrada Casanova», prosegue Tiberii, «ed è in ultimazione il nuovo municipio, che è stato demolito e ricostruito per un importo di un milione e 200mila euro. Per la ricostruzione della ex caserma forestale c’è un finanziamento per l’adeguamento sismico di 440mila euro, ma stiamo cercando ulteriori fondi per la demolizione e la costruzione di un nuovo edificio a disposizione della comunità. L’impegno è grande per far rinascere il nostro bellissimo territorio».
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