Costantini chiede per la città la medaglia d’oro al valor civile

26 Aprile 2020

Il sindaco scrive a Mattarella e spiega: «Tra il ’43 e il ’44 Giulianova subì oltre 100 bombardamenti e pagò il più alto tributo di vittime civili della provincia. È tempo di avere un riconoscimento»

GIULIANOVA. Una medaglia d’oro al valor civile per la città di Giulianova. È quanto si accinge a chiedere il sindaco Jwan Costantini, che ha annunciato tale proposito ieri, nel giorno del 75° anniversario della Liberazione. Il primo cittadino fa sapere che verrà avviato a breve l’iter per la richiesta di conferimento di tale importante riconoscimento. L’istanza verrà inoltrata alla Presidenza della Repubblica affinchè venga «finalmente riconosciuto l’alto tributo di vittime e feriti civili della Resistenza, il più alto della provincia di Teramo».
Costantini ricorda Riccardo Cerulli, uno dei protagonisti della lotta partigiana giuliese e provinciale, come pure le ricerche, gli studi e gli approfondimenti più recenti condotti da Andrea Palandrani e Walter De Berardinis. «Grazie a tali testimonianze», sottolinea Costantini, «oggi appare nitido il tributo che Giulianova pagò, il più alto nella provincia di Teramo, in termini di vite, di dolore e di violenze durante l’occupazione nazi-fascista, la ritirata dei tedeschi e i bombardamenti degli alleati». Questi ultimi non risparmiarono il cimitero, vicino al ponte sul Tordino, dove le bombe fuori bersaglio scoperchiarono tante tombe creando uno spettacolo raccapricciante. Il sindaco ricorda che dall’agosto 1943 all’aprile 1944 si contarono 111 bombardamenti, con decine di morti e feriti. Secondo i numeri della Prefettura di allora le vittime furono 23, mentre altre testimonianze parlano di 52 caduti. Comunque, rileva Costantini, fu il numero più elevato nell’intero territorio provinciale. Tante furono le operazioni di mitragliamento della città. In quel periodo tante abitazioni, soprattutto nel centro storico, furono colpite e molti giuliesi dovettero sfollare verso le campagne limitrofe e altri comuni dell’interno. Il 29 febbraio 1944, tre incursioni aeree consecutive procurarono la morte di 10 giuliesi tra cui il giornalista Francesco Manocchia, oltre a 29 feriti. In quel periodo si formarono in città due nuclei partigiani in stretto contatto: la brigata “Giuliese Garibaldi”, formata da 80 combattenti e guidata da Riccardo Cerulli, e la brigata “Alfredo Parere”. Afferma il sindaco: «Nel mezzo del centro storico, dove c’erano case e vite, resta una ferita, proprio alle spalle del municipio, piazza Caduti 29 febbraio 1944, ma pochi, ancora troppo pochi, conoscono i nomi di coloro che persero la vita in questo e altri luoghi della città, sotto le bombe alleate e per mano dei nazisti, e sanno che Giulianova merita quella medaglia».
L’ultimo tentativo per ottenere un riconoscimento fu di Walter De Berardinis come referente provinciale delle Guardie d’onore del Pantheon, ma il ministero dell’Interno (nel 2008) espresse parere contrario.
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