Costantini: «Staremo in strada per 5 anni»

11 Giugno 2019

Il suo primo obiettivo è ricostruire il rapporto fra politica e cittadinanza  «Inciuci dietro ai voti di Tribuiani». «Gatti? Non ho padroni né padrini»

GIULIANOVA. Notte di festeggiamenti, con tanto di fascia tricolore, poi, senza quasi dormire, subito in municipio. Per Jwan Costantini, neoeletto sindaco di Giulianova, il lavoro comincia da subito, ma c’è ancora da metabolizzare la vittoria al fotofinsish per 59 voti sul suo avversario Pietro Tribuiani, il candidato dei partiti del centrodestra. Costantini parla di «inciuci» e adombra il sospetto – anzi, pur senza fare nomi, fa un’accusa esplicita – che il recupero di Tribuiani sia avvenuto grazie a una massiccia iniezione di voti provenienti dalle liste di Franco Arboretti, il candidato del Cittadino Governante che al primo turno ha raccolto più di 3.300 voti, sfiorando il ballottaggio.
Sindaco Costantini, come ha passato la notte?
«Praticamente non ho dormito. Abbiamo festeggiato a lungo, ovviamente, e sono rientrato a casa molto tardi. Poi questa mattina alle 9 (ieri mattina, ndr) ero in Comune per incontrarmi con il commissario. Ci siamo messi subito al lavoro come avevamo promesso ai cittadini in campagna elettorale»
Con il commissario Soldà avete polemizzato non poco per via di certi suoi provvedimenti. Com’è andato l’incontro?
«È stato un incontro istituzionale, molto cordiale. C'è da fare il passaggio di consegne e mi ha assicurato che lo faremo subito e di questo lo ringrazio».
Se lo aspettava un testa a testa così tirato?
«No, non me lo aspettavo. Evidentemente gli inciuci che si temevano ci sono stati. Come spiegarsi altrimenti tutti quei voti (per Tribuiani, ndr) che forse sono arrivati da liste che si professano civiche di centrosinistra».
Al ballottaggio ha votato meno della metà dei giuliesi.
«Un forte astensionismo al secondo turno è un fatto fisiologico. Anche nel 2014, quando venne eletto Mastromauro, ci fu un forte calo di votanti, mi pare un tre per cento in più di quanto c'è stato adesso».
Avete sconfitto i partiti?
«Sì, li abbiamo sconfitti. Hanno vinto i giuliesi che non hanno colore di partito e che hanno capito che la nostra coalizione ha come unico interesse il bene comune».
In un’intervista prima del voto ha detto che bisogna lavorare per ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini.
«Certo, questa è la prima cosa. Bisogna pensare a Giulianova come a una città che da tempo non vede risposte ai suoi problemi. Bisogna creare un rapporto del tutto diverso tra politica e città. Noi abbiamo fatto la campagna elettorale in strada e staremo in strada per cinque anni».
Primo provvedimento da prendere?
«Riorganizzare la macchina amministrativa e seconda cosa pianificare la stagione estiva che è già cominciata. Dobbiamo organizzare delle manifestazioni per aiutare il turismo e il commercio.
Un elemento del suo successo?
«La scelta di candidatura della coalizione della Lega è stata fatta a Roma e poi portata a Giulianova. La nostra scelta invece è stata fatta qui, a Giulianova e per Giulianova, e i cittadini lo hanno capito».
Dietro la sua vittoria c’è Paolo Gatti?
«Gatti è un amico e continuerà ad essere un amico, ma la politica è un'altra cosa. Mi sento con lui, mi confronto, se ho bisogno di un consiglio glielo chiedo, ma noi non abbiamo ne padrini né padroni».
Cosa dire del suo avversario?
«Abbiamo uno stile diverso, ma a Tribuiani rendo l'onore delle armi, nonostante il fango che ci hanno buttato addosso negli ultimi giorni».
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