Costretti a prendere i figli a scuola Traffico e disagi per i genitori

L’organizzazione alle medie ha retto, alla D’Alessandro gli alunni hanno atteso in classe Alla Savini qualche papà ha tentato invano di chiedere alla preside di far uscire da soli i ragazzi
TERAMO. All'uscita dalle scuole medie, ieri, si sono presentati puntualmente i genitori o chi da loro delegato a riprendere i figli al termine delle lezioni dopo la revoca dell'autonoma uscita. Non sono mancati però disagi al traffico o incidenti di percorso, per quanto circoscritti, mentre le nuove modalità continuano a suscitare malcontento tra le famiglie. «Mi hanno chiamato molti genitori arrabbiatissimi», spiega Lega Ragas, presidente del comitato genitori per la sicurezza nelle scuole, «Da qualche parte si è creato anche il problema del traffico, come del resto un po' dappertutto vista la novità, ma alla D'Alessandro sembra ci sia stata qualche problematica in più. In una circolare si era detto che i genitori avrebbero ripreso i ragazzi nell'androne principale e invece sono dovuti andarli a riprendere nelle singole classi, aggiungendo quindi caos al caos».
Alla Savini, invece, nei giorni precedenti c'è stata una querelle sulla revoca dell'autonoma uscita tra alcuni genitori e la dirigente. «In tre avevano fatto una liberatoria diversa da quella che c'era in precedenza. Mi autorizzavano a far uscire i loro figli perchè l'uscita da scuola non si profilava come abbandono di minore», spiega la dirigente Adriana Sigismondi, «ma nel contempo dicevano che qualora non avessi adempiuto si configurava come atto illecito il fatto di far restare l'alunno a scuola. Ho sentito i miei legali e il comando dei carabinieri e ho subito fatto telefonare a casa per chiedere ai genitori di venire a riprendere i figli e così è stato, da parte di nessuno c'è stato diniego perchè le famiglie si sono presentate». La dirigente sottolinea che, nonostante l'uscita da scuola abbia interessato circa 800 alunni in un lasso di tempo ristretto, non si sarebbero verificati problemi ieri. Ciò non toglie, secondo la preside, che le difficoltà oggettive a cui vanno incontro le famiglie siano comprensibili. «È una situazione abbastanza spinosa, resa ancora più difficile dal fatto che c'è un istituto comprensivo che ha ritirato la revoca delle liberatorie», aggiunge Sigismondi, «Noi aspettiamo che a livello centrale si faccia qualcosa o che almeno l'Usr ci dia delle direttive. Sarebbe stato più semplice prorogare e non avere questi problemi, anche questa è assunzione di responsabilità». Anche alla Zippili non sono stati registrati particolari problemi. «In 7-8 minuti abbiamo completato le operazioni di presa in carico e di passaggio della vigilanza: diciamo che dal punto di vista organizzativo tra post scuola e punti di raccolta è andata bene», dice la dirigente Lia Valeri, «C'è stata molta comprensione tra i genitori. È stato attivato anche il pedibus a cui hanno aderito per ora una ventina di ragazzi. La nostra speranza, in ogni caso, è che passi presto l'emendamento che darà valore alle liberatorie».
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