Costringe la figlioletta a mentire per vendicarsi dell’ex moglie

7 Maggio 2016

Il tribunale dei minori sospende la potestà genitoriale a un padre che aveva denunciato la donna per violenze sulla bambina. Ma le indagini hanno accertato che le accuse erano tutte inventate

TERAMO. Quando crescerà forse un po’ del suo dolore sarà guarito. Parchè Paola, solo un nome di fantasia, a nove anni ha imparato sulla propria pelle che gli adulti non fanno mai un passo indietro, nemmeno quando dovrebbero fare solo i genitori. Quattro mesi fa la bambina, che vive nel Teramano, è stata tolta alla madre e affidata al padre dopo che quest’ultimo aveva accusato la ex moglie di picchiare la figlia. Ma le indagini hanno chiarito che quei lividi la piccola se li era procurati giocando e che l’uomo, deciso a non accettare la relazione della ex con un altro, ha costretto la bambina a mentire.

Qualche giorno fa i giudici del tribunale dei minori dell’Aquila (presidente Cecilia Angrisano, a latere Cristina Tettamanti) hanno riaffidato la piccola alla madre e sospeso la potestà genitoriale al padre. «La condotta del padre», scrivono i magistrati nel decreto», appare a questo collegio molto grave perchè, oltre che penalmente rilevante, dannosa per il sano e corretto svilluppo psico-fisico della minore, rimasta infatti turbata, divenuta più insicura ed ansiosa».

Ed è una storia raccontata con i documenti che scivolano nelle aule di tribunale quella della piccola. Inizia a gennaio quando il padre presenta svariate denunce contro la ex moglie accusandola di maltrattamenti sulla figlia, allegando referti medici. Il tribunale, in via precauzionale, allontana la minore dalla madre e l’affida al padre. Nel frattempo scattano le indagini per fare chiarezza con l’intervento dei servizi sociali. E sono proprio i colloqui tra la piccola e gli psicologi a far emergere le prime verità. «Ovvero», si legge nel decreto del tribunale, «che i lividi fatti refertare dal padre sul corpo della minore non erano frutto delle percosse da parte della madre. Raccontava invece la bambina che i lividi erano frutto di accidentali urti della stessa mentre giocava e che il padre accusava la madre di procurarli, costringendo la bambina a raccontare tale falsa versione. Ciò con grave pregiudizio per la minore che diventava insicura e fragile. Tale emergenze confermavano le asserzioni della madre che, proponendo istanza di revoca della sospensione della responsabilità genitoriale, affermava, tra l’altro, che l’ex marito effettuava pressioni sulla figlia affinchè la stessa dichiarasse di subire violenze fisiche dalla madre». Dice l’avvocato Tommaso Navarra, legale della mamma: «E’ una vicenda emblematica di come i minori possano restare ostaggio della conflittualità di coppia con grave danno per gli stessi e per chi li strumentalizza con accuse calunniose, facilmente smentibili. In verità la crisi del rapporto coniugale non dovrebbe incidere mai sul reciproco riconoscimento del ruolo genitoriale».

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