Costruita la casa per i medici in Kenya

Va avanti l’iniziativa benefica partita da Giulianova per aiutare gli abitanti dell’isola di Kadaina
GIULIANOVA. E’ appena tornato dal Kenya dove ha inaugurato la casa per i medici del dispensario e le sue foto pubblicate sulla pagina Facebook sono state salutate con centinaia di like e decine di commenti dei tanti amici che da cinque anni seguono i progetti di solidarietà di Paolo Calafiore, pediatra negli ospedali di Giulianova e Sant’Omero e presidente dell’associazione nazionale "Pediatria per l'emergenza", la onlus che affianca la Protezione civile Italiana durante le emergenze.
«Tornati dal Kenya portiamo a casa grandi emozioni», dice Calafiore, «con i soldi raccolti grazie all'Aperikenya di luglio, abbiamo costruito e donato al governo locale la casa per il personale sanitario che lavora presso il nostro dispensario». Nel piccolo ospedale, realizzato nel 2016 con i fondi raccolti con eventi e donazioni di privati, lavorano un medico, un infermiere e un tecnico di laboratorio assunti dal governo. Nato come ospedale pediatrico, in realtà la struttura dell’isola di Kadaina offre visite e prestazioni mediche anche agli adulti visto che per raggiungere l’ospedale di Malindi, distante 40 chilometri, i residenti devono prima arrivare sulla terra ferma e poi sobbarcarsi un lungo viaggio in auto. «Durante la nostra permanenza sull'isola abbiamo inoltre verificato l'operatività della struttura sanitaria. Nel primo anno di attività il piccolo ospedale ha effettuato 1.100 prestazioni mediche», dice Calafiore, «Il governo locale si sta impegnando tenacemente nel mantenere la continuità attraverso l'assunzione di un tecnico di laboratorio, un'infermiera ed un medico». Nell'ultimo viaggio in Kenia Calafiore è stato accompagnato da Paolo Di Silvestro, infermiere della pediatria di Sant’Omero e responsabile infermieristico nell'associazione che affianca la Protezione civile nazionale, e da Andrea Cicchinè, anche lui impegnato nella onlus dove si occupa di logistica. «Voglio ringraziare di cuore tutti i colleghi abruzzesi e laziali che mi hanno accompagnato in questo ultimo viaggio», dice Calafiore, «e anche tutti quelli che hanno creduto nella nostra iniziativa».
In una sola notte il pediatra ha ricevuto oltre 400 messaggi privati di amici e conoscenti e tutti si sono già prenotati per il prossimo Aperikenya che si terrà sempre a luglio. Lui sorride grato e nei suoi pensieri già prendono forma i prossimi progetti da realizzare grazie alla solidarietà. «Ho pensato di realizzare dei camp con specialisti di diverse branche mediche», dice Calafiore, «nei diversi camp voglio portare oculisti, ortopedici, ginecologi, odontoiatri, perché sull'isola ci sono tanti bambini malati e ogni volta è duro tornare a casa senza aver potuto fare qualcosa per aiutarli». (m.l.)
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