Costruttori in difficoltà, lettera a Legnini

2 Giugno 2021

L’Aniem: «Costi dei materiali alle stelle e ritardi negli approvvigionamenti, servono un nuovo prezzario e deroghe»

TERAMO. Costi dei materiali alle stelle, difficoltà di approvvigionamento e scadenze strette rischiano di bloccare i cantieri della ricostruzione post-sisma e quelli del superbonus 110%. A lanciare l'allarme è Fiorenzo Polisini, presidente del collegio costruttori Aniem Teramo, che scrive al commissario Giovanni Legnini e chiede ai parlamentari abruzzesi di farsi portavoce delle difficoltà del settore in Parlamento.
Il caro e il caos materiali sono al centro delle preoccupazioni dell'associazione delle imprese edili: «La situazione non è più tollerabile: eravamo convinti fosse un problema momentaneo, invece continuiamo a registrare aumenti straordinari su importanti materie prime che rischiano di fermare i cantieri», spiega Polisini. Gli aumenti dei quali parla sono, in alcuni casi, a tre cifre: l'associazione registra un incremento dell’acciaio per cemento armato del 126%; del polietilene del 43% e del rame del 18%. «Le attuali norme sul codice appalti ma anche sulla ricostruzione non prevedono automatismi in grado di modificare i prezzi, pertanto i relativi contratti spesso non risultano più economicamente sostenibili per le imprese», aggiunge il presidente, che rileva come sulla ricostruzione post-sisma 2016 il problema sia reso ancor più grave da un prezzario «già di suo deficitario, sia nelle voci che nei prezzi, tanto che molti associati minacciano di rinunciare alle commesse ritenendole antieconomiche».
Accanto agli aumenti c'è la difficoltà degli approvvigionamenti. L'associazione denuncia continui cambi nelle consegne e preventivi modificati da un giorno all'altro: «Stimiamo tempi medi di 120 giorni per i cappotti e 90 giorni per gli infissi, tempistiche non in linea con le scadenze ravvicinate previste, ad esempio, per il superbonus. Tali ritardi stanno ponendo le aziende nella condizione di non poter rispettare i termini di fine lavori previsti nei lavori pubblici e nei lavori di ricostruzione privata post-sisma con tutte le conseguenze in termini di penalità», aggiunge Polisini, che proprio su quest'ultimo aspetto ha incentrato una nota inviata a Legnini chiedendo termini più lunghi o deroghe alle clausole penali dei contratti di appalto in corso per non pregiudicare oltre le aziende. Soluzione questa che, da sola, non può bastare: «Occorre un atto immediato da parte del Governo e per questo facciamo appello a tutti i nostri parlamentari abruzzesi, attraverso il quale riconoscere alle imprese gli incrementi intervenuti in deroga a qualsiasi altra disposizione vigente. Solo così i lavori pubblici non subiranno rallentamenti né rischieranno di essere fermati», conclude Polisini.
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