«Così abbiamo rischiato la vita»

7 Marzo 2015

Madre e figlia bloccate al buio nell’auto sfiorate dal crollo di un grosso pino

TERAMO. Le proteste per la neve spesso vengono accomunate alle chiacchiere da bar: fatte un po’ per sport, un po’ per accodarsi al coro di chi pontifica su tutto. Ma davanti alla disavventura di una madre e di una figlia che rischiano la vita nella civilizzata Teramo qualsiasi giustificazione si dissolve.

«Io e mia figlia eravamo in auto e stavamo tornando a casa, in via Passino», racconta R.V,, «erano le 19,10, abbiamo iniziato a incontrare difficoltà già dopo il curvone alla fine di viale Cavour, dove c’era un albero caduto che occupava parzialmente la carreggiata. La strada era piena di neve, ma siamo riuscite ad aggirarlo. Volevo parcheggiare l’auto al capolinea degli autobus, qualche centinaio di metri dopo. Eravamo incolonnati perchè lo spazzaneve su quella strada non era passato e c’erano rami dappertutto. Erano più o meno le 20, nel frattempo si era verificato il black out ed era tutto buio. Qualcuna delle auto incolonnate ha cercato di fare marcia indietro e io, avendo spazio, mi sono spostata di qualche centimetro, di pochissimo. E’ allora che un grosso albero è crollato sulla strada. Se non ci fossimo spostate non so che sarebbe successo. Abbiamo chiamato a lungo il Comune, nessuno rispondeva. I vigili del fuoco alla fine ci hanno risposto e hanno detto che erano tutti fuori a fare altri soccorsi. Sono stati attimi terribili».

C’erano anche altri automobilisti a condividere la disavventura. Sono rimaste bloccate almeno una decina di auto. Tutti raccontano che nel buio più assoluto, con una bufera di vento e neve, la situazione era veramente drammatica. «Faceva anche freddo, e mia figlia si è molto spaventata», continua R.V., «alla fine ho deciso di abbandonare l’auto in mezzo alla strada. Nessuno veniva a soccorrerci e non potevo far stare a lungo mia figlia al buio e sotto la neve. Con al luce di un telefonino e aiutate da alcuni ragazzi abbiano scavalcato l’albero e siamo tornate a casa a piedi». Per la cronaca l’albero è rimasto a terra, bloccando la carreggiata, fino alle 7 di ieri, quando un giovane operaio dell’Enel munito di un machete e di sega a mano, aiutato da alcuni abitanti, ha tagliato parte dei rami, creando un varco. ©RIPRODUZIONE RISERVATA