Crac Di Gennaro, la curatela parte civile

1 Aprile 2018

Nel processo è imputato l’imprenditore Liberati: pochi giorni fa è stato denunciato per una truffa a Perugia

GIULIANOVA. La curatela fallimentare si è costituita parte civile nel processo penale che riguarda il crac dell’impresa edile Di Gennaro di Tortoreto. Nel processo imputato, fra gli altri, è un imprenditore chiamato in causa dallo stesso Flavio Di Gennaro: Luca Liberati, 47 anni originario di Chieti ma residente a Giulianova.
Lo stesso è coinvolto in un’operazione condotta dalla polizia di Pescara, che due giorni fa, dopo mesi di indagine, ha denunciato con l'accusa di truffa e appropriazione indebita l'amministratore e il socio di maggioranza della società Caimeli srl di Umbertide (in provincia di Perugia), sequestrando tutti i mezzi a loro disposizione. La misura cautelare del sequestro è stata emessa dal gip del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura di quel capoluogo nei confronti di Liberati, amministratore della società e di un socio di maggioranza della Caimeli, 41enne di Isernia. I due, in concorso tra loro e con altri soggetti in corso di identificazione, avrebbero falsificato i bilanci della società facendola apparire come attiva ed economicamente florida, quando in realtà era inesistente, in modo da trarre in inganno diversi istituti di credito, finanziarie e aziende, inducendoli così a stipulare numerosi contratti per la concessione di crediti, per il noleggio di auto in leasing e per la fornitura di merci; tutti beni di cui gli indagati si sarebbero appropriati omettendo di restituirli. In particolare, per i veicoli gli indagati hanno cessato di corrispondere i canoni di locazione pattuiti con le finanziarie, per poi rivenderli, anche all’estero, attraverso l’utilizzo di documenti falsi.
Per il crac Di Gennaro il processo in corso si impernia su preliminari di compravendita e contratti di locazione con ditte riconducibili a Liberati, per 53 appartamenti, per cui l’imprenditore tortoretano poi fallito ha presentato diverse denunce per truffa. Accuse che Liberati ha sempre respinto.