Crac Tercas, Bper e Bankitalia parti civili

7 Maggio 2015

Iniziata l’udienza preliminare davanti al gup di Roma per 15 imputati tra i quali Nisii e Di Matteo

TERAMO. E’ iniziata ieri l’udienza preliminare per il crac della Tercas che si è svolta davanti al giudice Giulia Proto nel tribunale di Roma. Un’udienza dedicata interamente alla costituzione delle parti civili, tra le quali ci sono anche la Banca d’Italia e la Bper; quest’ultima ha chiesto di costituirsi per la sua quota di partecipazione al Fondo interbancario per la tutela dei depositi che, come è noto, ha contribuito per oltre 260 milioni al ripianamento del buco della Tercas. Si è inoltre costituito un azionista della banca teramana che aveva acquistato 45mila titoli Tercas poi diventati carta straccia. Sulle parti civili il giudice deciderà nella prossima udienza, sentite le eventuali opposizioni degli avvocati degli imputati. In un secondo momento potrebbe costituirsi anche la Federconsumatori insieme ad altri ex azionisti Tercas. Il processo riguarda la gestione dell’istituto di credito teramano dal 2006 al 2012, quando alla guida c’era il direttore generale Antonio Di Matteo, che deve rispondere, insieme ad altri, di associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata all’esecuzione di vari reati quali appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Un ruolo di primo piano lo avrebbe avuto anche l’imprenditore ed ex politico modenese Giampiero Samorì, mentre appare più defilata dal punto di vista processuale la posizione dell’ex presidente della banca Lino Nisii, il quale deve rispondere solo del reato di ostacolo alla vigilanza. Secondo le accuse Nisii, insieme a Di Matteo, avrebbe occultato «fatti che avrebbe dovuto comunicare alla Banca d'Italia» in particolare circa l’acquisizione della banca sammarinese Smib da parte della Tercas. L’udienza preliminare dovrebbe concludersi a fine mese: solo allora si saprà se e quanti degli imputati saranno rinviati a giudizio.