Crisi a Pineto, una nomina può salvare la maggioranza

8 Luglio 2021

Scade il Cda della farmacia comunale, se sceglierà uomini vicini a Italia Viva  Verrocchio sancirà la pace. Centrodestra e 5 Stelle: «Basta con questo teatrino»

PINETO. A Pineto il banco di prova per valutare una possibile ricucitura dell’ultimo minuto tra il Pd e Italia Viva, le due principali forze della maggioranza comunale, saranno le prossime nomine del consiglio d’amministrazione della farmacia comunale di via Bellini, in scadenza domani. Le carte sono nelle mani del sindaco Robert Verrocchio che nelle prossime ore dovrà sentenziare se chiudere definitivamente la porta ai renziani, nominando solo figure vicine al Pd, oppure se dare un segnale di apertura nominando soggetti vicini a Cleto Pallini. Sono tre i nuovi componenti del Cda che dovranno successivamente eleggere il proprio presidente, carica attualmente ricoperta da Bruno Finocchio di Iv. Il piatto non è certamente povero considerando che i prescelti dureranno in carica cinque anni.
Sulla questione ieri è scesa in campo la capogruppo della lista di centrodestra “Prima Pineto” Simona Leonzio che ha detto: «Il 9 luglio scade il consiglio d’amministrazione della farmacia, chiediamo al sindaco di sospenderne la nomina in quanto non ha più la maggioranza. Il teatrino della politica pinetese è ancora in atto e Italia Viva sebbene fuori dalla maggioranza sembra in attesa di proposte che non sono ancora arrivate. I gruppi di centrodestra, Lega e Forza Italia, chiedono un atto di responsabilità a Italia Viva e al Movimento 5 Stelle: che firmino la mozione di sfiducia da noi avanzata affinchè si metta fine a questo imbarazzante comportamento attendista».
Sulla vicenda farmacia il Movimento 5 Stelle tramite Santino Ferretti, padre fondatore dei pentastellati pinetesi, si esprime così: «Noi non entriamo sulla questione degli incarichi politici per la farmacia, serve valutare la competenza dei soggetti e non il colore politico. Dopo l’appello lanciato a Verrocchio dall’onorevole Camillo D’Alessandro, ovvero di fare un accordo di fine consigliatura tra Italia Viva e Pd, siamo sempre più scettici su questa presunta rottura. I renziani per noi non sono ancora usciti dalla maggioranza, i vertici regionali potrebbero intervenire e ricompattare le fila dei due litiganti».
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