Crisi alla Piccola Opera Vertice con D’Alfonso

Dopo l’avvio dell’iter per licenziare 40 operatori a causa dei tagli ai fondi il sindaco il 17 incontra il governatore per cercare di ripristinare il finanziamento
GIULIANOVA. «In questa delicata fase ognuno, ad iniziare da me, dovrà fare di tutto per scongiurare il taglio dei 40 posti di lavoro». Così il sindaco Francesco Mastromauro, all’indomani della denuncia pubblica della Cgil sul licenziamento di 25 lavoratori sanitari e 15 tra personale amministrativo, addetto alle attività culturali e ausiliari della Piccola Opera charitas, si impegna a farsi portavoce per scongiurare quello che ormai è un dato assodato, cioè il licenziamento dei 40 dipendenti. «Unitamente all’assessore Pierangelo Guidobaldi», continua il primo cittadino, «e con il fattivo supporto di Claudio Ruffini, ho già preso contatti con il governatore Luciano D'Alfonso, che ringrazio per la disponibilità, per affrontare in dettaglio la questione in un incontro che si terrà il 17 gennaio».
Secondo la nota della Cgil, e come anche segnalato nelle lettere di licenziamento indirizzate ai 40 lavoratori, la direzione della Piccola Opera si è vista costretta a ridimensionare il personale puramente per problemi economici. Le motivazioni sono da far risalire ai tagli ai finanziamenti apportati dalla Regione alla struttura (tagli che hanno interessato tutte le strutture riabilitative presenti nella Regione), ma anche dal mancato incasso dei crediti che la Fondazione stessa ha presso alcuni dei 90 Comuni di residenza degli ospiti. «Impegnando ben tre milioni di euro, la Poc è intervenuta per garantire alla struttura standard elevatissimi», spiega Mastromauro, «Questo consistente e necessario investimento, aggiunto alle somme che la Fondazione deve ancora ricevere a titolo di credito, ha creato una sofferenza economica che, come si dichiara nel documento fatto pervenire alle sigle sindacali, non consente di mantenere gli attuali livelli lavorativi». Nella nota della Fp Cgil, il segretario Amedeo Marcattili aveva infatti chiesto, rivolgendosi a Mastromauro ma anche a D’Alfonso, come fosse possibile lasciare che una struttura del genere venisse lasciata senza risorse invece di investirne di ulteriori, dato il delicato lavoro svolto. Marcattili, inoltre chiedeva chi, d’ora in avanti, svolgerà il prezioso lavoro del personale licenziato. «Si tratta di un momento davvero critico», conclude il sindaco, «che mai si è verificato nella più che cinquantennale vita della Piccola Opera. La Piccola Opera è una realtà importantissima per la nostra città. Non solo perché legata a padre Serafino Colangeli, ma anche perché è una delle più importanti realtà occupazionali, dà lavoro a 154 dipendenti. Senza dimenticare ovviamente le tantissime persone affette da gravi patologie che quotidianamente ricevono assistenza». La palla, dunque, passa ora a D’Alfonso.
Margherita Totaro
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