Crisi e caro affitti, chiudono tre negozi del centro storico

28 Febbraio 2016

Un laboratorio artigianale e un fruttivendolo si trasferiscono al Lido, un fotografo è in procinto di abbassare le serrande. Il consigliere Ciafardoni: il Comune metta a disposizione locali vuoti

GIULIANOVA. Il centro storico perderà, da qui all’inizio dell’estate, ben tre attività commerciali, tutte situate in corso Garibaldi. Da tempo, infatti, la tendenza commerciale della parte alta della città sembra aver imboccato un senso unico: aprono molte attività serali, tipo pub, ristoranti e locali, ma i negozi che rendono viva la città di giorno stanno chiudendo per mancanza di clientela.

Da anni, ormai, i negozianti del centro storico lamentano un brusco calo delle vendite dovuto a un insieme di fattori quali la crisi e la concorrenza on line, ma anche e soprattutto la presenza di grandi catene che vendono tutto a prezzi bassi. Sono questi ultimi, in particolare, che rendono la vita commerciale giuliese sempre più difficile. Ai negozianti, quindi, non resta che chiudere bottega. È il caso di queste tre attività che si preparano ad abbassare le serrande, in cerca di posti migliori. Due di queste attività su tre, infatti, un laboratorio artigiano e un fruttivendolo, hanno deciso di spostarsi al Lido. Il laboratorio si sta trasferendo in via Thaon de Revel, mentre l’ortofrutta si sposterà in un locale di proprietà sulla statale 16. Il fotografo, invece, chiuderà e basta. Pagare l’affitto è diventato impossibile. Ma molte altra attività sono in vendita, come la tabaccheria, sempre in corso Garibaldi. A resistere, a stento, sono solo quei negozianti che hanno i locali di proprietà ma la crisi continua a farsi sentire. I negozi sono quasi sempre deserti e quello che ancora spinge i commercianti ad alzare le saracinesche la mattina è semplicemente la voglia di non arrendersi e rinunciare ad un investimento durato tutta la vita. Sulla questione è intervenuta Laura Ciafardoni, consigliere comunale di Forza Italia e Nuovo centro destra, al grido disperato di «salvate il centro storico». Così come si era espresso recentemente in merito anche Jwan Costantini, coordinatore giuliese di FI, che aveva denunciato la presenza massiccia di centro commerciali che impediscono ai piccoli negozi di sopravvivere. Ciafardoni ha attaccato l’operato dell’amministrazione comunale, giudicata «assente e, soprattutto, ignara di ciò che sta succedendo». Il consigliere, quindi, ha rilanciato la proposta contenuta nel suo programma elettorale, che prevedeva l’apertura di locali di proprietà comunale abbandonati per affidarli, in comodato d’uso gratuito, a giovani, artigiani o artisti. Questo esperimento venne fatto anni fa, con risultati positivi, durante la festa della Madonna dello Splendore. «Mi chiedo», ha commentato amaramente Laura Ciafardoni, «che fine abbia fatto il progetto di riqualificazione tanto proclamato dall’amministrazione. Il sindaco Mastromauro chiede un’opposizione costruttiva? Ecco la mia ricetta vincente».

Margherita Totaro

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