Crollano pezzi del ponte ciclopedonale

18 Dicembre 2020

Cadute dal parapetto delle assi ormai marce. Il timore è che i 300mila euro stanziati non basteranno a salvare l’opera

GIULIANOVA. Dal ponte ciclopedonale in legno sul fiume Tordino giunge un nuovo grido di dolore a causa dell’ulteriore ammaloramento della struttura, che versa in condizioni sempre più critiche. È di ieri la notizia che alcune assi di legno che delimitano il ponte hanno ceduto irrimediabilmente facendo tornare a galla quell’incuria strisciante che dura da anni e che ha ridotto l’opera ai minimi termini. In un primo momento si era pensato a un atto vandalico. Poi invece è venuto fuori che il cedimento è opera degli agenti atmosferici che, accompagnati dalla corrosività della salsedine, hanno proseguito la loro continua azione. E non è un bel vedere visto che il ponte, meta d’estate di tanti turisti e molto frequentato in tutte le stagioni, in più punti appare segnato in maniera fin troppo visibile.
Occorrerebbe un intervento urgente che metta al riparo la struttura da ulteriori fatti negativi. A dire il vero l’opera, che fu realizzata dalla Provincia di Teramo, è stata oggetto di finanziamento all’interno del progetto “Bike to coast” da parte della Regione Abruzzo. Si tratta di un’unica somma di 700mila euro, cui se ne sono aggiunti in seguito 140mila: soldi che servono per l’utilizzo del travertino sul lungomare monumentale, per il rifacimento della pista ciclabile sul lungomare centrale e per la manutenzione straordinaria del ponte in legno sul Tordino. Per quest’ultimo intervento la somma stanziata è di 300mila euro, ma si teme che, con il passare del tempo e con il continuo ammaloramento, la situazione peggiori notevolmente con la conseguenza che quei fondi potrebbero non essere più sufficienti. I lavori erano in calendario per la scorsa primavera, ma poi essendoci uno stanziamento comprensivo, non separabile e non scindibile, tutto è stato rimesso in funzione della sorte della pista ciclabile sul lungomare Zara, sulla quale tra gli amministratori ci sono stati diversi orientamenti di pensiero.
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