Crollati i fatturati delle aziende Zippilli: «Serve liquidità subito»

16 Aprile 2020

Confindustria si augura che l’attività produttiva riparta a fine mese «così limitiamo i danni» Secondo il presidente due i settori strategici per la provincia più a rischio: il turismo e l’automotive

TERAMO. Il sistema economico teramano scricchiola sotto l’emergenza coronavirus.
Da una parte il fermo della produzione industriale, dall’altra l’impatto delle misure di distanziamento sociale, hanno portato a un generale crollo del fatturato di molte imprese. «Crollo che prosciuga la liquidità», esordisce il presidente di Confindustria Cesare Zippilli, «visto che gli impegni – mi riferisco ad esempio agli stipendi, ai fornitori, alle tasse – comunque le aziende li devono portare avanti. Se non si ha fatturato sufficiente c'è bisogno di una forte immissione di liquidità. Il governo, soprattutto con l'ultimo decreto in cui fa da garante nei confronti delle banche, la liquidità la immette. Ma è questione di tempistica, deve essere reso subito operativo: se si fa velocemente qualcosa si riesce a salvare il sistema produttivo. Ovviamente questi sono crediti, certamente garantiti, ma è cruciale stabilire tempi di ammortamento con orizzonti lunghi in modo da dare tempo di ripartire e poi onorare gli impegni».
Ma in parallelo Zippilli fa notare che l’immissione di liquidità va data anche alle famiglie. «Altrimenti non ripartono i consumi: nostra provincia è fatta di aziende che basano il proprio fatturato su consumi quotidiani ed export. L'export attualmente sta smaltendo gli ordini. Se noi a fine aprile riprendiamo la produzione, il danno c'è ma si può contenere. Più andiamo avanti con il fermo, peggio è».
Il presidente di Confundustria individua due settori particolarmente a rischio. «Il turismo è il primo: sicuramente ci troveremo davanti un problema occupazionale e di tenuta delle imprese. Prevediamo che qualcuna salti. Un plauso va alla Regione che ha emesso delle norme a favore del settore ma attualmente non sappiamo come sarà la ripresa. Ci vuole una grande campagna di sostegno al comparto turistico: ricordiamo che quello teramano rappresenta il 60% del totale regionale. E va fatto tutto rapidamente, altrimenti rischiamo di non ritrovarci nulla. Anche in questo caso la liquidità è determinante». Anche qui è previsto un drastico calo dei fatturati. Basti pensare a quanto incideranno le norme di distanziamento sociale. Un ristorante da cento coperti si prevede che possa attivarne un terzo. Ma le spese rimangono più o meno le stesse. In tanti, non a caso, stanno pensando a non riaprire subito, rimandando tutto a dopo l’estate quando magari le norme per la sicurezza si attenueranno.
«Un altro settore che rischia è l'automotive. Ora le auto chi le compra? La mancata vendita ha una ricaduta sulle tante attività legate all'automotive in provincia», sottolinea Zippilli, il quale però fa notare che« come in tutte le crisi ci sono settori che ne beneficiano, come il farmaceutico e l’abbigliamento, per chi si riconverte nella produzione di mascherine, visto che la richiesta durerà per tanto tempo. Auguriamoci che gli anticorpi maturati in questi anni con le crisi che abbiamo attraversato, ci siano di aiuto. Ma la liquidità immediata è determinante e dobbiamo ripartire subito con le aziende che lavorano». (a.f.)
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