Crolli e sgomberi in città 200 sfollati

31 Ottobre 2016

A Rapino un uomo colpito alla testa da una tegola, edifici inagibili alla Cona Si dorme nei palazzetti e nelle palestre, famiglie senza casa a Civitella

TERAMO. Teramo si sveglia tra crolli e paura, con case sgomberate e strade chiuse. Più di duecento gli sfollati in città, ma il numero è destinato ad aumentare. «L’emergenza è tanta», dice il sindaco Maurizio Brucchi, «ed è in continua evoluzione. Con il passare delle ore si aggiungono nuove situazioni». Inizialmente è stata la frazione di Rapino dove sono crollati numerosi edifici e dove un uomo è stato colpito alla testa da una tegola mentre fuggiva, ma è bastato poco per capire che la violenta scossa di ieri mattina ha provocato danni ovunque: sgomberate anche due palazzine nella zona della Cona, altre nel centro storico e altre ancora in un lungo elenco che diventa quello di gente senza casa. Il sindaco ha chiuso i cimiteri e bloccato tutte le manifestazioni sportive e non. Messe all’aperto in città, ma anche nel resto della provincia.

A Teramo è stato ampliato il numero delle aree ritrovo arrivato a sette: impianti sportivi Acquaviva, campo di atletica a Tripoti quartiere Gammarana, area palasport San Nicolò, via Galilei; area campo di calcio Colleatterrato Basso; parco della Scienza; piazzale san Francesco e Madonna delle Grazie. Sono state inoltre create tre aree di ricovero notturno riservate agli sfollati: l’Acquaviva, l’ospedale veterinario di Piano D’Accio e il campo scuola con pasti caldi e lettini per trecento persone. Sono disponibili anche due aree per camper: all’Acquaviva e a Scapriano. E in tanti hanno trascorso la notte nelle strutture messe a disposizione. Il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ha comunicato al prefetto Graziella Patrizi (che ha attivato la sala operativa) l'immediata disponibilità di 183 posti negli alberghi a disposizione degli sfollati che potrebbero diventare più di 400. Ma la situazione è critica in tutta la provincia. A Civitella centro storico interdetto con molte abitazioni lesionate e crollo parziale della chiesa di San Lorenzo. Danni e sfollati in tutti i Comuni dell'entroterra dove la situazione post sisma si aggrava di ora in ora e si somma a quella già esistente e difficile. Le verifiche procedono a pieno ritmo . A Crognaleto sgomberata la frazione di Frattoli . Crolli e inagibilità in tutto il territorio, la viabilità è difficile a causa della caduta dei massi e ieri èper alcune ore stato interdetto il traffico nella statale 80. Sgomberata la frazione di Cannili nel Comune di Rocca Santa Maria con crolli in tutto il territori. A Colledara chiusi i centri storici delle frazioni di Cretara, Castiglioni e Villa Petto per crolli, il numero degli sfollati è in crescita come i danni alle abitazioni. A Castelli sono stati registrati crolli diffusi, lesioni, con chiusura di tre vie principali nel borgo e sgombero di altre 24 famiglie. A Cortino tutte le chiese sono inagibili, crescono gli sfollati e si sono registrati parecchi crolli di case e altre con lesioni. A Penna Sant'Andrea oltre alla chiusura del centro storico, chiusa una strada, sgomberate altre 25 famiglie e aggravate le lesioni al cimitero. A Fano Adriano si sono registrati crolli di abitazioni con chiusura di vie pubbliche e altri sgomberi. A Castel Castagna crolli diffusi. . A Pietracamela registrati danni, ma non crolli. In tutti i centri sono stati allestiti centri di accoglienza e ricovero e tendopoli dove i numerosi sfollati hanno trascorso la notte. Danni anche nella vallata del Fino. A Castiglione sono state sgomberate due famiglie e un anziano è stato salvato dai vigili del fuoco.

(hanno collaborato Adele Di Feliciantonio, Alex De Palo, Evelina Frisa, Margherita Totaro, Alfonso Aloisi)

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