Cuoche senza stipendio La Pap paga in extremis

La Filcams proclama lo sciopero e poco dopo l’azienda versa gli arretrati Ritardi forse per l’appalto in società con la Vivenda, coinvolta in Mafia Capitale
TERAMO. Le 12 cuoche delle mense scolastiche comunali sono senza stipendio. Anzi no. A poche ore dalla segnalazione della Filcams Cgil secondo cui le lavoratrici della Pap, la società che insieme alla Vivenda gestisce il servizio per conto del Comune, non hanno ricevuto le mensilità di settembre e ottobre, la Pap salda gli arretrati.
Ma il sindacato, che ha ricevuto incarico dalle cuoche di avviare la procedura di proclamazione dello sciopero che a questo punto è revocato, lunedì in prefettura terrà comunque l'incontro con le rappresentanze aziendali, il sindaco Maurizio Brucchi e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino per capire alcuni punti oscuri della situazione. Il segretario della Filcams Cgil, Emanuela Loretone, infatti, scriveva ieri mattina nel comunicato, prima che nel pomeriggio l’azienda pagasse gli stipendi: «Non sappiamo quali siano le ragioni per le quali la Pap, in ritardo anche in altre realtà col pagamento dei salari, non è puntuale con i lavoratori. Quello di cui siamo certi è che non è accettabile che chi garantisce sempre puntualmente un servizio, peraltro pagato con soldi pubblici, non riceva lo stipendio».
La sindacalista riferiva che «dai contatti con l’azienda risultano problematiche relative ai pagamenti da parte del Comune» ma questa versione è stata contraddetta dall'assessore all'istruzione Piero Romanelli. «Tutte le fatture finora sono state liquidate», fa notare, «il problema non è nostro». Il mancato pagamento degli stipendi potrebbe essere una conseguenza dell'inchiesta romana Mafia Capitale in cui è stato coinvolto anche il gruppo "La Cascina" di cui fa parte al cooperativa Vivenda. Quest'ultima, infatti, è capofila dell'associazione temporanea d'impresa con la Pap che gestisce la refezione scolastica. Gli importi dovuti per il servizio vengono versati alla Vivenda che poi gira all'altra società la parte che le spetta, circa il 30% del totale. A seguito dell'inchiesta romana, stando all'assessore, la cooperativa è finita sotto commissariamento come tutto il gruppo a cui fa capo.
«La Vivenda a quanto pare è stata scagionata», osserva Romanelli, «ma nel frattempo i magistrati hanno bloccato le somme che ha introitato». Di conseguenza neppure la Pap avrebbe ricevuto la parte di propria competenza. «Per risolvere il problema stiamo differenziando la fatturazione, ma è una procedura molto delicata», conclude l'assessore, «e resta il fatto che l'appalto impone comunque all'azienda di pagare il personale». E appunto sui rispettivi ruoli e responsabilità il sindacato spera di riuscire a far chiarezza lunedì, anche per evitare che il problema possa ripetersi.
Gennaro Della Monica
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