Cuore, controlli su duemila teramani

14 Aprile 2019

Al via un’indagine pilota in Abruzzo su pazienti fra i 45 e i 59 anni per scovare fattori di rischio di malattie cardiovascolari

TERAMO. La Asl di Teramo ha appena varato un programma pilotaper la prevenzione delle patologie cardiovascolari. Si tratta di uno screening – che sarà appunto sperimento in provincia di Teramo per essere poi “esportato” in tutto l’Abruzzo – che coinvolgerà duemila teramani fra i 45 e i 59 anni.
Lo screening – che è stato presentato nei giorni scorsi ai medici di base in un convegno a Giulianova – è coordinato da Emma Altobelli, direttore dell’unità operativa di epidemiologia alla Asl di Teramo e docente di epidemiologia e medicina preventiva all’Università dell’Aquila.
«Le malattie cardiovascolari sono da molti anni la principale causa di morbosità, mortalità ed invalidità permanente nei Paesi industrializzati e rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, richiedendo non solo una prevenzione mirata alle persone ad elevato rischio, ma anche una prevenzione rivolta alla popolazione generale», spiega Altobelli, «noi coinvolgeremo una fascia di popolazione fra i 45 e i 59 anni che generalmente si rivolge poco al proprio medico curante e che può avere stili di vita a rischio di malattie cardiovascolari, con parametri clinici non noti e segni clinici non manifesti».
La Asl ha già iniziato a inviare le lettere in cui i duemila teramani – sorteggiati casualmente dagli elenchi della Asl – vengono invitati a fare, gratuitamente, una visita medica con misurazione della pressione e rilevazione di alcuni parametri come l’indice di massa corporea, oltre a un prelievo di sangue nelle Uccp (i mega ambulatori sparsi in provincia). Se dalla visita o dalle analisi (glicemia, emoglobina glicata, colesterolo e trigliceridi) risulteranno dei fatto di rischio, il paziente sarà mandato al medico di base per trattare lo specifico problema. Diversi sono i fattori di rischio che ognuno può, però, modificare: dall’ipertensione arteriosa alla dislipidemia. Il fumo di sigarette, poi, incrementa il rischio da due a quattro volte. Altri fattori sono sovrappeso e obesità, sedentarietà e consumo di alcol. Se invece i valori rilevati rientrano nella norma ci si darà appuntamento per un controllo l’anno successivo, in caso di un buono stile di vita. Se però i valori sono buoni ma con cattive abitudini si daranno consigli e materiale informativo e ci si darà appuntamento a sei mesi per vedere come è evoluta la situazione. «Il ruolo importante del medico di medicina generale è informare i pazienti su quelli che sono gli stili di vita da adottare per ridurre il rischio di una patologia cardiovascolare», conclude Altobelli.
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