D’Alberto: «A tre anni dal sisma la ricostruzione è ancora ferma»

TERAMO. Tornerà a riunirsi questo pomeriggio, nella sala consiliare della Provincia, il comitato istituzionale per la ricostruzione convocato dal presidente della Regione Marco Marsilio. Un...
TERAMO. Tornerà a riunirsi questo pomeriggio, nella sala consiliare della Provincia, il comitato istituzionale per la ricostruzione convocato dal presidente della Regione Marco Marsilio. Un appuntamento in vista del quale il sindaco Gianguido D’Alberto ieri, a tre anni esatti dalle scosse del 30 ottobre 2016, è tornato a denunciare come la ricostruzione a Teramo, in Abruzzo e in tutto il centro Italia, sia praticamente ancora ferma.
«Purtroppo, dopo tre anni, ci troviamo ancora a fare i conti con leggi e burocrazia che ostacolano e rallentano gli interventi», ha commentato D’Alberto, «sarebbe stata necessaria una legge speciale e invece abbiamo un insieme di norme ordinarie alle quali si aggiungono le continue frammentazioni delle governance a vario livello e il fatto che non si è tenuto conto che la ricostruzione non prescinde dalla ricostituzione delle comunità. Le quali, senza lavoro, non esistono». Per il primo cittadino nelle aree colpite dal sisma andrebbero ripensate le stesse basi dell’economia locale. Eppure fino ad oggi le diverse norme che si sono succedute avrebbero tracciato una ricostruzione che vede le aziende all’ultimo posto. «Sarebbe stato opportuno, invece», ha continuato D’Alberto, «intraprendere azioni e adottare strumenti utili alla ripresa e al potenziamento dell’economia locale. Le scuole sono un servizio essenziale che può favorire nuovi insediamenti, ma quando il lavoro manca qualsiasi servizio non contiene essenziali motivazioni per non andare via».
Una situazione a fronte della quale il sindaco ha chiamato a raccolta anche i parlamentari del territorio, invitandoli a intervenire con modifiche legislative «che, finalmente, siano realmente in grado di sburocratizzare il percorso della ricostruzione, consentire alle nuove attività imprenditoriali di beneficiare di vantaggi contributivi e di detassazione, avere garanzia della proroga dell’efficacia dell’ordinanza che identifica i finanziamenti per la ricostruzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica nonché evitare qualsiasi operazione di fusione tra organismi pubblici, in quanto potrebbero solo aumentare il disagio cittadino». D’Alberto ha poi rivolto un pensiero agli sfollati «per la maturità che stanno mostrando e per la pazienza che hanno avuto, malgrado tutte le lungaggini che si alternano».
A chiedere un cambio di passo ieri è intervenuto anche il coordinamento dei comitati di quartiere che nel ribadire, come fatto dal sindaco, come ad oggi la ricostruzione di fatto non sia ancora partita, ha sottolineato la necessità che il tema diventi centrale sia per le istituzioni che la società civile. «Sarà nostra cura», ha sottolineato il presidente del coordinamento Domenico Bucciarelli, «organizzare iniziative volte alla risoluzione dell’importante tema in discussione, a fianco degli sfollati, affinché vi sia un risveglio della città tutta. Sin da ora, così come accaduto per il nuovo ospedale in Teramo, ci rendiamo disponibili con la realizzazione di movimenti e al fianco delle istituzioni pubbliche, attive sul tema, ad azioni nell’interesse di tanta parte della popolazione colpita dagli effetti del sisma».

