D’Alberto: «Adesso bisogna ripartire Ognuno faccia il suo»

Messaggio di sprone del sindaco ai teramani. Il neo prefetto de Prisco: «Questa giornata è un momento di rinascita»
TERAMO. Quella del 2 giugno ieri è stata una cerimonia particolare, senza pubblico e con presenze limitate, ma comunque significativa visto il momento che, con tutto il Paese, vive anche Teramo. Il prefetto Angelo de Prisco, nella sua prima uscita ufficiale dall’insediamento, ha detto: «Questa giornata rappresenta un momento di ripartenza, di rinascita, di ricostruzione. Segna il passaggio da una situazione di una grave compromissione, soprattutto delle basi della socialità. È da queste basi che possiamo ripartire, con la certezza che gli Italiani hanno saputo rispettare rigorosamente le indicazioni che le autorità avevano fornito. Da queste basi possiamo ritornare ad una vita che, spero, possa riportare i ragazzi a scuola, i bambini al parco e le famiglie al mare. Questa è la speranza che emerge chiaramente dal messaggio del presidente della Repubblica che, non a caso, oggi è a Codogno, per sottolineare questo momento decisivo nello sviluppo della nostra vita civile, politica e sociale».
Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha diffuso una lettera ci concittadini in cui, in riferimento all’emergenza Covid, scrive: «Usciamo provati ma, al tempo stesso, pronti a ripartire. La forza di molti deve essere adesso lo sprone per chi è scoraggiato. Dalla protezione della salute siamo ora chiamati a rigenerare e proteggere la nostra economia, a sostenere chi produce, a dare certezze a chi ogni giorno solleva le saracinesche dei propri negozi. Dobbiamo aiutare gli insegnanti ed i nostri ragazzi, perché tutti sappiamo che la scuola è la base di una società matura; dobbiamo ricostruire una rete sicura per lo splendido mondo dello sport; dobbiamo impegnarci per tornare ad accendere i riflettori sul meraviglioso universo dell’arte e della cultura; dobbiamo rigenerare l’affascinante macchina del turismo; dobbiamo stare accanto a chi ha bisogno, in un cammino comune di sostegno, condivisione, di cui ciascuno deve essere protagonista. Questo è il punto, proprio come accadde col voto del 2 giugno: deve farlo ciascuno di noi. La nostra partecipazione sarà il motore per ridare energia a chi è in affanno. Non c’è bisogno di formule magiche o di qualche avanzato logaritmo per ripartire: c’è bisogno di ognuno di noi».
Anche il sindaco di Giulianova Jwan Costantini ha diffuso un messaggio il cui passaggio più significativo recita: «Oggi più che mai gli ideali che ci uniscono e ci rendono cittadini partecipativi della vita sociale e democratica devono essere un punto di ripartenza, una stella polare sotto la quale riconoscerci più fieri e determinati».(red.te)

