D’Alberto: «Aiuti agli sfollati che devono lasciare gli alberghi»

Il sindaco chiede alla Protezione civile di anticipare almeno due mesi di contributo alle famiglie in difficoltà economica. Entro fine mese 119 teramani sono obbligati a trovarsi un alloggio
TERAMO. Dopo l'ennesima proroga, entro il 30 giugno gli sfollati del terremoto 2016 ancora presenti nelle strutture ricettive dovranno uscire dagli alberghi e passare, laddove permangano i requisiti, all'autonoma sistemazione. Una situazione che nel comune di Teramo, secondo gli ultimi dati, interessa 119 persone e a fronte della quale il sindaco Gianguido D'Alberto nei giorni scorsi ha chiesto alla Protezione civile l'adozione di tutta una serie di misure volte a facilitare questo passaggio, evitando così che si possa creare una sorta di emergenza sociale. Perché tra le famiglie attualmente ospitate in albergo ce ne sono alcune che ad oggi non possono permettersi di anticipare le spese relative all'affitto in attesa dell'arrivo del Cas. Da qui la richiesta che, per i nuclei familiari in situazioni di difficoltà economica, vengano anticipati almeno di due mesi di contributo.
«La Protezione civile ci ha confermato che entro il 30 giugno tutte le persone ancora presenti negli alberghi dovranno lasciare le strutture ricettive», sottolinea il primo cittadino, «per questo stiamo contattando i referenti di tutte le strutture e allo stesso tempo stiamo cercando di rendere meno traumatico possibile questo passaggio per le famiglie. Tra i nuclei che dovranno lasciare gli alberghi e passare al Cas ce ne sono alcuni che al momento non sono in grado di anticipare le spese relative all'affitto e così abbiamo chiesto che a queste famiglie vengano anticipati almeno due mesi di Cas».
Discorso diverso, invece, per quei nuclei familiari che sono ancora ospitati in albergo ma che sono assegnatari delle case acquistate dalla Regione attraverso l'Ater e che sono in attesa di ricevere le chiavi o di effettuare il relativo trasloco. Questi ultimi, infatti, potranno restare nelle strutture fino all'ingresso nelle nuove abitazioni. Ma visto che in molti casi queste stesse famiglie non sono in grado di affrontare le spese necessarie, come quelle relative al trasloco e all'acquisto degli arredi, è stato chiesto alla Protezione civile di anticipare al Comune una parte delle risorse stanziate nell'apposito capitolo di bilancio (e previste come rimborsi), così da consentire a questi nuclei di poter entrare quanto prima nelle nuove abitazioni.
«Siamo in una fase delicata, di transizione», conclude D'Alberto, «siamo arrivati a un punto chiave in cui, al momento, non sono previste ulteriori proroghe rispetto al passaggio dalla sistemazione alberghiera al Cas. Dobbiamo dunque assistere queste famiglie in modo che possano vivere questo passaggio in modo sereno».
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