D’Alberto: assemblea straordinaria alla Team
Il sindaco chiede la convocazione per decidere la riduzione dei costi del porta a porta
TERAMO. Un’assemblea straordinaria della Team. A chiederne la convocazione è il sindaco Gianguido D’Alberto, che rappresenta il Comune come socio di maggioranza della società partecipata a cui è affidata la raccolta porta a porta dei rifiuti. La richiesta è contenuta in una lettera inviata agli altri azionisti e dà veste ufficiale all’istanza che il primo cittadino aveva messo in campo durante un incontro con le organizzazioni sindacali dedicato al futuro della Team. Nel corso dell’assemblea straordinaria, dunque, andranno discussi gli indirizzi relativi alla gestione societaria in assenza del nuovo socio privato, dopo il fallimento della gara avviata dalla precedente amministrazione, e alla luce della perdita della commessa di Termoli.
D’Alberto ritiene indispensabile anche un chiarimento definitivo su debiti e crediti vantati reciprocamente dal Comune e dalla società partecipata. Come terzo argomento il sindaco propone la verifica delle azioni da avviare per la ristrutturazione del servizio, rivedendo il porta a porta nelle frazioni e nelle aree periferiche allo scopo di contenere costi di gestione e tariffe a carico dei cittadini. «La situazione in cui versa la Team è eccezionale», afferma D’Alberto, «pertanto è necessario limitarsi in questa fase a gestire l’esistente, eliminando tutte le occasioni che inducono ad una conflittualità tra le parti». Il Comune, a detta del sindaco, «farà tutto ciò che è possibile per contribuire alla soluzione della complessa vicenda e rispondere alle esigenze della città, ma deve essere messo in condizioni di farlo, e un clima di tensione permanente rischia di impedire tale percorso». Per questo D’Alberto invita le parti «ad assumere atteggiamenti che vadano unicamente nella prospettiva della rinascita dell’azienda, superando i contrasti sorti nel tempo per aprire una fase di dialogo e di costruzione». Questo è l'obiettivo a cui mira l’amministrazione «che non intende, come in passato, gestire le partecipate come strumento a servizio della politica ma solo al servizio dei cittadini». (g.d.m.)
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