D’Alberto: «Bisogna cambiare il decreto»

23 Aprile 2019

Il sindaco invita i parlamentari a sostenere gli emendamenti che saranno presentati per lo Sblocca cantieri

TERAMO. Le modifiche al decreto sisma del 2016 contenute nel cosiddetto “Sblocca cantieri”, che dovrà passare adesso al vaglio del Parlamento, non sarebbero sufficienti a sbloccare la ricostruzione nel cratere sismico del centro Italia e in particolare in quello abruzzese. Ne è convinto il sindaco di Teramo e delegato Anci Gianguido D’Alberto, che invita tutti i parlamentari a sostenere gli emendamenti che saranno presentati. «Quello che è stato inserito nel decreto, rispetto a quanto annunciato, promesso e concordato nei vari tavoli», ha commentato il primo cittadino, «è solo una minima parte. Tanto altro dovrà essere fatto in sede di conversione in Parlamento. Siamo in una fase decisiva per la ricostruzione nel cratere del centro Italia e come sindaci chiamiamo a raccolta tutti i parlamentari affinché vengano approvate le norme necessarie per salvare il nostro territorio. In caso contrario siamo pronti alla mobilitazione».
Entrando sul contenuto delle modifiche apportate con il decreto “Sblocca cantieri” D’Alberto sottolinea come quelle relative al cratere del centro Italia, e quindi quello abruzzese, possano essere sintetizzate in tre punti. Il primo è quello relativo al personale co.co.co in capo all’Usr e ai Comuni, per il quale ancora una volta è stata prevista la proroga per un anno e quindi fino a dicembre 2019. «Noi avevamo chiesto che ci fosse una maggiore continuità e che quindi i co.co.co fossero prorogati almeno fino alla fine del 2020», commenta D’Alberto, «per evitare il rischio di acquisire e poi perdere tutta una serie di professionalità. Una richiesta che non è stata accolta». Il secondo punto è quello relativo alla norma, inserita nel decreto, che prevede la possibilità di trasferire ai Comuni, su base volontaria e in accordo con l’Usr, le pratiche per la ricostruzione “leggera”. «Il trasferimento delle funzioni ai Comuni per le pratiche di tipo B e C, che rappresenta un aspetto positivo in quanto semplifica le procedure», continua il primo cittadino, «al momento risulta pericolosamente incompleto e rischia di essere controproducente se non è affiancato da un irrobustimento del personale. Ad oggi la norma relativa al trasferimento di ulteriore personale ai Comuni non c’è e questo è uno dei punti per i quali ci batteremo». La redistribuzione del personale aggiuntivo, per il primo cittadino, servirebbe anche a riequilibrare le risorse destinate ai vari territori del cratere. Quello abruzzese, ancora oggi, pesa infatti solo per il 10 per cento.
La terza questione, infine, è quella relativa alla semplificazione delle procedure per la ricostruzione pubblica. «A due anni dal sisma quest’ultima è ferma», conclude D’Alberto, «Nel decreto è prevista una semplificazione delle procedure per l’affidamento della progettazione, anche per importi significativi. Quello che chiediamo è che lo si faccia anche per l’affidamento dei lavori e che si faccia chiarezza sulle stazioni uniche appaltanti, disciplinandole e chiarendo chi deve fare cosa». Sul tavolo anche la questione delle case Ater, «un problema che gli altri non hanno». Anche in questo caso, per il sindaco, serve semplificare le procedure.
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