D’Alberto: «Case Ater inagibili a rischio igienico-sanitario»

21 Agosto 2018

Il sindaco scrive al commissario dell’azienda per gli alloggi popolari e sollecita interventi di pulizia «Le aree esterne alle palazzine restano in totale abbandono: sono invase da erbacce, serpi e ratti»

TERAMO. «Le palazzine inagibili dell’Ater sono a rischio igienico-sanitario». A lanciare l’allarme è il sindaco Gianguido D’Alberto in una lettera inviata al commissario dell’azienda che si occupa delle case popolari Nicola Salini. Nella missiva, stilata d’intesa con l’assessore all’ambiente Valdo Di Bonaventura, il primo cittadino fa riferimento in particolare alle condizioni di progressivo degrado in cui si trovano cortili e spazi esterni agli edifici abbandonati ormai due anni fa dagli inquilini per i danni causati dal terremoto.
Il problema riguarda soprattutto Colleatterrato, dove c’è la più alta concentrazione di immobili Ater sgomberati, ma coinvolge anche altre zone. «Riceviamo continue segnalazioni da parte di cittadini», spiega D’Alberto, «per lo stato di abbandono degli spazi attigui alle case popolari inagibili». Interdetti all’accesso e lasciati all’incuria quelle arre si sono riempite di erbacce e altra vegetazione spontanea che offre rifugio a ratti, serpi e insetti vari. «La condizione di degrado, se non interrotta», avverte il sindaco, «può degenerare in un pericolo di carattere igienico-sanitario per la popolazione». A quel punto il sindaco sarebbe costretto a intervenire con l’adozione di misure eccezionali. D’Alberto vorrebbe evitare il ricorso a ordinanze urgenti e per questo si è rivolto a Salini segnalando il problema per lettera. «Il commissario comunque era già informato dell’iniziativa», tiene a precisare il primo cittadino, «ne avevamo parlato in spirito di piena collaborazione». Non si tratta di un gesto polemico nei confronti dell’Ater, dunque, ma di un atto teso a favorire gli interventi auspicati per la pulizia delle zone in questione. «L’azienda è a conoscenza del problema», ribadisce D’Alberto, «anche se ha difficoltà ad agire in aree dichiarate inaccessibili». La bonifica di cortili e spazi a ridosso delle palazzine sgomberate si rende necessaria, a detta del primo cittadino, non solo per l’allerta igienico-sanitario. «C’è anche una questione di decoro», sottolinea, «che verrebbe in minima parte recuperato con la pulizia di quegli spazi». In attesa di una ricostruzione che continua a procedere a passo di lumaca, tra l’altro, l’intervento sulle aree esterne delle case inagibili sarebbe tra l’altro un segnale di attenzione nei confronti delle zone più colpite dal sisma. «In particolare per Colleatterrato», specifica il sindaco, «che già vive in grande sofferenza». D’Alberto ha anche sollecitato il comandante dei vigili urbani Franco Zaina a intensificare le attività anti-sciacallaggio e contro l’abbandono di rifiuti negli spazi sgomberati.
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