D’Alberto: «Confronto aperto sui programmi ma senza scambi»

15 Giugno 2018

L’aspirante primo cittadino si rivolge ai suoi ex avversari «Il progetto resta civico, parliamo con chi vuole cambiare»

TERAMO. «Siamo sempre stati coerenti e continueremo ad esserlo, per questo cercheremo di allargare la coalizione intorno a temi e progetti, ma senza scambi alcuni». È il paletto sulle possibili alleanze che Gianguido D’Alberto mette lungo il percorso che conduce lui e l’alleanza che lo sostiene al ballottaggio del 24 giugno. Il concetto è chiaro: sì al confronto su progetti e idee per la città, no al mercanteggiamento di posti in giunta o di altri incarichi. D’Alberto, dopo le sollecitazioni ricevute dalla rappresentante del Pd Manola Di Pasquale, sulla necessità di stringere alleanze al secondo turno, tiene a ribadire che il suo progetto resta «improntato esclusivamente a quel civismo democratico di cui la nostra coalizione è espressione».
Il candidato, dunque, si rivolge agli avversari di domenica scorsa che nella prima fase della campagna elettorale hanno manifestato in più occasioni l’intento di rompere con il passato, sia nel merito che nel metodo con cui è stato gestito il Comune dalla precedente amministrazione. «L’unica cosa che ci interessa è il bene di questa città», spiega, «ed è per questo che ho già iniziato a confrontarmi, e continuerò a farlo anche nelle prossime ore, con tutti i colleghi che al primo turno si sono candidati a governarla sulla base di una dichiarata discontinuità». L’inclusività, però, sarà cercata sulla base «di temi e programmi volti a rilanciare la città» e non su spartizioni di poltrone. D’altra parte, evidenzia il candidato, nelle file del centrodestra non emergono effettivi segni concreti di rinnovamento. «Morra, al di là delle dichiarazioni di facciata, non potrà mai tagliare il cordone ombelicale con chi l’ha preceduto, come dimostrano i risultati elettorali, in termini di voti e preferenze, delle liste che lo appoggiano», fa notare D’Alberto che si riferisce anche alle «ultime dichiarazioni del leader di Futuro In Paolo Gatti che di fatto ha già indirettamente benedetto la prossima giunta comunale Morra-Gatti». Il confronto con chi aspira a un reale cambiamento, dunque, è aperto. Le parole chiave del progetto, però, restano trasparenza, partecipazione e competenza. «Non si tratta di uno scontro tra centrodestra o centrosinistra, ma di dare voce al vero civismo e ai suoi valori», tiene a precisare il candidato, che tiene a evidenziare un passaggio: «Non sarò mai ostaggio di nessuno, massima apertura al confronto sui temi, ma nel rispetto del progetto su cui gli elettori ci hanno già dato fiducia». Servono risposte concrete ai problemi, non giochi di potere. «I nostri principali interlocutori restano i cittadini», continua D’Alberto, «quegli stessi che magari al primo turno hanno votato altri candidati sindaci ma sempre credendo in un progetto di rinnovamento». A loro i suoi ex avversari, dunque, dovrebbero dimostrare coerenza. «Da parte mia c’è la massima apertura a confrontarci su temi e progetti per il rilancio di questa città», insiste D’Alberto, «a noi interessa solo il bene di Teramo, mi auguro che anche i miei competitors del primo turno ragionino in questi termini». Nessuno spazio, insomma, a calcoli e accordi basato sulla ridistribuzione di incarichi e posti di potere. «D’altro canto anche i nostri competitors, in campagna elettorale, avevano sempre detto no ad apparentamenti, sostenendo di non essere scesi in campo per interessi personali ma solo per il bene della città», fa notare lo sfidante in corsa per la fascia tricolore, «e il bene di questa città, visto lo stato in cui è ridotta, non è certo quello di essere nuovamente consegnata agli stessi protagonisti della passata amministrazione, che nonostante i tentativi dei miei avversari di negare l’evidenza, in caso di vittoria di Morra saranno ancora tutti lì». (g.d.m.)
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