D’Alberto: «Febbo, spettacolo vergognoso»

Sopralluogo del sindaco nell’ex scuola di San Nicolò: degrado inaccettabile, subito opere di bonifica
TERAMO. «Inaccettabile». Il sindaco Gianguido D’Alberto sintetizza così, in una sola parola, la situazione della ex scuola Carlo Febbo e dell’area circostante nel pieno centro di San Nicolò. Accompagnato dagli assessori all’ambiente Valdo Di Bonaventura e al commercio Antonio Filipponi, nonché dal consigliere comunale Lanfranco Lancione, residente nella frazione, la più popolosa del territorio comunale, il primo cittadino ha verificato di persona le condizioni di quello spazio da anni abbandonato a se stesso. Il sopralluogo è servito a confermare, aggravandolo per alcuni aspetti, il quadro sullo stato dell’edificio di cui si è spesso occupato da rappresentante dell’opposizione in consiglio.
Al progressivo degrado, più volte denunciato non solo da lui ma anche dai residenti con ripetute segnalazioni alla passata amministrazione, si aggiungono il decadimento e la conseguente pericolosità dell’immobile e dello spazio intorno dovuto anche ai ripetuti atti vandalici che hanno preso di mira quella zona. «Questa è la conseguenza dei nove anni durante i quali la struttura è stata chiusa», evidenzia il sindaco riferendosi alle responsabilità dei suoi predecessori, «e lasciata all’incuria totale».
Il sindaco la definisce una «zona violentata» che merita un «risarcimento» dopo che la passata amministrazione si è lasciata sfuggire il finanziamento regionale stanziato per la sua riqualificazione. Sono necessari interventi urgenti, insomma, e per prima cosa il sindaco disporrà la bonifica dell’ex scuola e dello spazio esterno. Nel corso del sopralluogo, al quale hanno partecipato anche tecnici del Comune, oltre alla constatazione dei danni sono state prospettate soluzioni che consentano il recupero del complesso da destinare a uso pubblico. Il primo passo sarà comunque il ripristino delle condizioni di minimo decoro della struttura e dell’ex giardino. «Provvederemo subito al taglio dell’erba esterna all’immobile», annuncia D’Alberto, «per ragioni di pulizia degli ambienti ma anche per la salvaguardia igienico-sanitaria dei residenti nelle vicinanze dell’immobile». Subito dopo si procederà alla rimozione di detriti e rifiuti che invadono le ex aule e gli altri locali. «Uno spettacolo indecoroso e vergognoso», insiste il primo cittadino, «una situazione inconcepibile». Il recupero della Carlo Febbo e dell’area circostante rappresenta, insomma, una delle priorità per il territorio di San Nicolò «anche nell’ottica di una più generale riqualificazione complessiva della frazione». I 550mila euro stanziati a suo tempo dalla Regione, a detta del sindaco, sono irrimediabilmente perduti, «a causa del mancato avvio dei lavori che, dopo una serie di proroghe concesse, sarebbero dovuti partire nel 2013».
A distanza di nove anni, dunque, l’amministrazione riattiverà canali di finanziamento per reperire risorse da destinare all’immobile. «Lavoreremo fin da subito per sbloccare e completare la relativa progettazione ed intercettare fondi anche superiori a 550mila euro», spiega, «e condivideremo con la frazione ogni scelta sul futuro su quei locali». L’obiettivo è di trasformali in biblioteca, sala polivalente, locali per il comitato civico e associazioni, nonché sedi periferiche di uffici comunali. Dal controllo di ieri non sono emerse lesioni gravi dovute al terremoto, ma sarà comunque chiesto l’intervento della Protezione civile per una verifica approfondita sull’agibilità dell’immobile. Lo spazio esterno diventerà, invece, un’area verde attrezzata. «Va riqualificato e valorizzato anche questo», conclude il sindaco, anche perché è assurdo che una frazione come San Nicolò, la più popolosa del territorio comunale, ancora oggi continui a non godere di uno spazio adibito al gioco e al tempo libero per bambini e famiglie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

