D’Alberto: «Giù le mani dai fondi per la Cona»

Masterplan “scippato”, il sindaco difende il progetto per spostare la centrale E i comitati di quartiere invitano istituzioni e cittadini alla mobilitazione
TERAMO. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto dice senza mezzi termini: «Giù le mani dai fondi stanziati per lo spostamento della centrale Cona». E il coordinamento dei comitati di quartiere teramani tuona in una nota contro la riprogrammazione dei fondi Masterplan già assegnati all’Abruzzo. Tira aria di mobilitazione, in città, dopo la decisione del governo centrale di stanziare circa 250 milioni per la manutenzione delle autostrade A24 e A25 sottraendoli alla programmazione regionale.
A quanto pare, per la città di Teramo sarebbero a rischio solo i soldi stanziati per la centrale della Cona, e non quelli destinati alle nuove strutture dello Zooprofilattico e al recupero dell’ex manicomio ad uso dell’università, due progetti per i quali è già stata bandita la progettazione. «La certezza su questo non c’è», dice D’Alberto, «visto che non mi risulta un elenco ufficiale della rimodulazione. In ogni caso, anche se non è stata firmata la convenzione, non è che sulla centrale della Cona siamo immobili. Dopo l’insediamento ci siamo attivati subito per accelerare la procedura e ora siamo in attesa del preventivo da parte dell’Enel. Abbiamo lavorato e fatto passi avanti, questi fondi non ci devono essere tolti».
Il Pd cittadino già domenica con una nota del capogruppo Luca Pilotti aveva auspicato una mobilitazione generale contro le decisioni del governo, a partire da un consiglio comunale straordinario. Ieri il coordinamento dei comitati di quartiere, in una nota del presidente Domenico Bucciarelli, si è messo in scia sostenendo: «Dopo aver subito lo scippo di 16,5 milioni di fondi destinati al bando periferie, vengono sottratti alla città di Teramo finanziamenti per la rigenerazione urbana del centro e dei quartieri. E' un furto inaccettabile chiamato eufemisticamente rimodulazione; di fatto si vuole utilizzare inopportunamente e sotto certi profili anche illegittimamente i finanziamenti regionali per opere pubbliche a valenza nazionale. Così gli abruzzesi sono indotti a subire questa involuzione che in sostanza li assoggetta ad un trattamento diverso rispetto a quello applicato e propagandato per il ponte di Genova. In quella vicenda è stato chiamato in causa il gestore dell'autostrada per rispondere della mancata manutenzione che ha causato il crollo, nel caso delle nostre autostrade, invece, sono gli abruzzesi che, dopo aver subito la tariffazione più alta in Italia, si vedono espropriati di interventi strutturali così importanti per la loro città, per opere pubbliche a valenza nazionale. Non possiamo che reagire», conclude Bucciarelli, «ad un disegno di tale specie, particolarmente penalizzante per la città di Teramo, chiedendo alle istituzioni e ai cittadini una mobilitazione generale, allargata alla società civile, affinchè ci si mobiliti a vantaggio di una città così gravemente spogliata da finanziamenti necessari per una sua rinascita». (d.v.)
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