D’Alberto: il Mazzini si aiuta con i soldi, non facendo passerelle

1 Maggio 2020

Il sindaco interviene dopo la visita di Marsilio: «È stata tardiva, ora la situazione non è più critica E ha rappresentato un’occasione mancata di confronto istituzionale su progetti e risorse»

TERAMO. «L'ospedale Mazzini ha bisogno di risposte e fondi e non di passerelle. Noi siamo pronti a sederci e a parlare del suo futuro e siamo certi che la Regione confermerà e implementerà i fondi per la sanità teramana». A due giorni dalla visita del presidente Marco Marsilio al Mazzini di Teramo, il sindaco Gianguido D'Alberto interviene nuovamente sul futuro dell'ospedale e nel bollare come «tardiva» la stessa visita di Marsilio sottolinea come, a suo parere, sia stata «un'occasione mancata» per un confronto istituzionale sulle esigenze e sulle necessità della sanità teramana, «a partire dalla risorse che dovranno essere stanziate, così come avvenuto in modo significativo per altre province», a cominciare da Pescara. «La sua visita avrebbe avuto un valore diverso se fosse arrivata nel momento in cui il Mazzini era esposto», commenta D'Alberto, «oggi il tema non è la sua difesa. Il Mazzini è stato strenuamente difeso da medici, infermieri, sanitari, addetti alle pulizie e tutti gli operatori che hanno agito, esposti sul fronte e in prima linea, per la tutela della salute e che, con una straordinaria dignità, hanno fatto sentire, a lungo inascoltati da coloro che dovevano proteggerli, la voce di chi avvertiva quotidianamente, come fortissimo, il rischio di un’espansione incontrollata del contagio. Una voce di cui ci siamo fatti interpreti istituzionali, nell’esercizio e nel rispetto delle nostre funzioni e responsabilità. Oggi il tema è un altro e la visita di Marsilio, che non ha fatto altro che riscontrare quanto si sapeva già, è stata un'occasione persa dal punto di vista del confronto istituzionale sul tema dei fondi, delle risorse e di come la Regione Abruzzo intende puntare sulla sanità teramana e sul Mazzini sia in termini di struttura che in termini di potenziamento del suo ruolo come punto di riferimento centrale e multispecialistico nell'assetto sanitario del territorio».
D'Alberto, che cita come modello esemplare della gestione dell'emergenza quello delle case di riposo teramane, dove non è stato registrato alcun contagio, rivendica ancora una volta il presidio di secondo livello a Teramo e chiede alla Regione di confermare e implementare i fondi a disposizione per il nuovo ospedale e per l'intera rete sanitaria provinciale. «Le visite e le azioni che sono state messe in campo nel pieno dell'emergenza sugli altri territori», continua il sindaco, «sono state accompagnate da risorse e investimenti immediati che non sono legati al coronavirus ma che hanno orizzonti molto più ampi, in particolare su Pescara. Quello che vogliamo è che le risorse in capo alla sanità teramana vengano confermate e potenziate, a partire da quelle sull'ospedale Mazzini, e l'invito è che lo si faccia subito altrimenti la visita del presidente continuerà ad essere interpretata come una passerella giustificativa».
Il tema del nuovo ospedale e dei fondi dedicati, d'altro canto, era stato sollevato dal primo cittadino già nei giorni scorsi dopo il sopralluogo al Mazzini. «È un tema cruciale», aveva detto il sindaco, «se avessimo avuto il nuovo ospedale ci saremmo trovati nella stessa situazione? La risposta è no. C'è un finanziamento sul quale dobbiamo investire e dobbiamo pretendere altri fondi». Una necessità che ribadisce con forza ancora oggi, sottolineando come le risorse più che per una ristrutturazione dovranno essere investite per una struttura nuova, «adeguata negli spazi e nella tecnologia, legata al potenziamento del contenuto multispecialistico del più strategico degli edifici. Perché il contenitore deve essere strettamente legato al contenuto». E proprio sul tema dei fondi per la sanità teramana, D'Alberto avverte la Regione: «Nessuno tocchi quello che ci spetta, su questo non arretreremo di un centimetro».
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