D’Alberto: il Ruzzo deve chiarire su debiti e costi per il personale
Il sindaco interviene su gestione e conti della società: «La politica non c’entra, verifiche necessarie» In ballo ci sono 4 milioni da versare al Comune, sotto osservazione le spese in crescita per gli interinali
TERAMO. «Gli equilibrismi politici non m’interessano se in gioco ci sono servizi di forte impatto sulla collettività come acqua e rifiuti». Il sindaco Gianguido D’Alberto mette questo punto fermo nella polemica sulla gestione del Ruzzo. Lo fa rispondendo alle sollecitazioni del consigliere di Futuro in ed ex assessore Franco Fracassa che l’ha tirato in ballo insieme al Pd sulle recenti contestazioni mosse dalla lista civica di maggioranza “Teramo 3.0” al consiglio di amministrazione dell’azienda acquedottistica. Il richiamo del rappresentante dell’opposizione alla composizione bipartisan dell’organismo di vertice della società è irrilevante per il primo cittadino. «In campagna elettorale e nei primi giorni di attività dell’amministrazione abbiamo indicato una linea chiara», replica, «le società partecipate non devo essere al servizio della politica ma dei cittadini». Questo vale per tutte e in particolare per Team e Ruzzo. «Eserciteremo un controllo puntuale, forte e approfondito», assicura D’Alberto, «come non è mai stato fatto in passato». Un’operazione «capillare» la definisce il primo cittadino tesa ad accertare la correttezza «del lavoro svolto e della gestione».
Sul Ruzzo, tra l’altro, D’Alberto rilancia questioni sollevate già quando era all’opposizione e nell’assemblea per l’approvazione del conto consuntivo del 2017. «Ho chiesto indicazioni certe sul piano di rientro dal debito nei confronti del Comune», evidenzia, «senza però ricevere ancora risposta». Si tratta di quattro milioni di euro che, se incassati, risulterebbero vitali per l’amministrazione. «È una somma notevole che indice sul bilancio, sull’anticipazione di cassa a cui dobbiamo ricorrere», fa notare D’Alberto, «e di conseguenza sui servizi forniti alla cittadinanza». Non c’è dubbio, a detta del sindaco, che alcune delle criticità con cui si trova a fare i conti il Cda guidato da Antonio Forlini derivino da errori gestionali del passato. «Ci sono però anche responsabilità legate ai singoli esercizi degli ultimi anni», aggiunge D’Alberto, «per aspetti che meritano approfondimenti». Uno dei più significativi è l’aumento dei costi per il personale. «Non si può fare confusione con le assunzioni legittime dei dirigenti», puntualizza il sindaco, «ma la spesa è aumentata soprattutto in riferimento al lavoro interinale». Nessun «atteggiamento demolitore» nei confronti della governance del Ruzzo, insomma, ma resta ferma l’intenzione di avviare una verifica approfondita sulla gestione aziendale. «Ho il dovere di conoscere qual è la situazione», insiste il sindaco, «anche come socio di maggioranza». La sua astensione nell’assemblea per il via libera ai conti dell’anno scorso, fatta risaltare in tono critico da Fracassa, non è stato un atto di ignavia.
«Si è trattato di una scelta», chiarisce D’Alberto, «riferita a un periodo nel quale non abbiamo condiviso responsabilità di programmazione dell’attività dell’azienda». Nel merito poi c’erano aspetti da chiarire, già segnalati, che andranno affrontati con il Cda. «La questione politica non mi riguarda», ribadisce il sindaco che, a dimostrazione del distacco con cui guarda al Ruzzo sotto questo profilo, ricorda di aver sollecitato chiarimenti sugli stessi temi anche nel periodo in cui era presidente della commissione di garanzia del Comune. «Alcuni degli argomenti sui quali già in quel periodo abbiamo chiesto chiarezza furono portati in discussione proprio su sollecitazione dell’allora consigliere Fracassa», fa rilevare il sindaco, che sedeva sui banchi della minoranza, «il mio atteggiamento non è cambiato, non subisco condizionamenti e mi auguro che sia cosi anche per altri».
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