D’Alberto: «Indennizzi ai negozi per evitare i traslochi post-sisma»

23 Giugno 2024

Il sindaco propone una modifica alle norme per gli interventi privati che richiedono non più di sei mesi «I trasferimenti diventano definitivi e creano spopolamento, meglio chiusure temporanee con ristori» 

TERAMO. Indennizzi al posto dei trasferimenti temporanei per la riparazione dei danni causati dal terremoto. È questo il contenuto dell’emendamento al Testo unico sulla ricostruzione privata che sarà proposto per iniziativa del sindaco Gianguido D’Alberto, in accordo con l’Ufficio speciale abruzzese per il post-sisma, nella prossima riunione della cabina di coordinamento istituzionale degli interventi nel cratere. La modifica normativa è finalizzata a evitare lo spostamento di negozi e altre attività produttive che, per i lavori di ripristino dei locali, devono temporaneamente chiuderli. Il rischio adombrato da D’Alberto, in veste anche di coordinatore per il cratere sismico dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, è che come già avvenuto in diversi casi i traslochi diventino definitivi contribuendo allo spopolamento e al progressivo decadimento urbano e sociale dei centri storici. La questione riguarda Teramo, ma anche il resto del territorio regionale colpito dall’emergenza sismica. D’Alberto ha ricevuto diverse segnalazioni da parte dei proprietari di attività commerciali alle prese con questo problema, la cui portata però va oltre i confini del territorio comunale. In città la questione interessa i negozi al piano terra di palazzo Pompetti, l’edificio all’angolo tra corso San Giorgio dove è stato avviato l’intervento post-terremoto, ma anche altri immobili in centro nei quali stanno per essere aperti i cantieri della ricostruzione.
Per questo è nata l’esigenza di intervenire sul Testo unico che è stata condivisa anche dal direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) Vincenzo Rivera. La proposta, dunque, è già stata trasformata in un emendamento che passerà al vaglio della cabina di coordinamento. A portarlo in discussione nella prossima seduta dell’organismo sarà proprio l’Usr abruzzese d’intesa con le strutture omologhe che operano in Umbria, Lazio e Marche, le altre tre regioni del cratere del Centro Italia. «Grazie a questo emendamento, che va a recepire una nostra proposta e del quale ringrazio il direttore Vincenzo Rivera per l’attenzione dimostrata, si va a consentire alle attività commerciali e produttive che devono effettuare lavori di lievi entità e che richiedono un periodo di chiusura di massimo sei mesi», sottolinea D’Alberto, «di evitare la delocalizzazione temporanea e chiedere, in alternativa, un indennizzo che gli permetta di sostenere economicamente quei pochi mesi di sospensione dell’attività».
Il primo cittadino evidenzia che «l’indennizzo sarebbe calcolato per i mesi di effettiva chiusura e commisurato ai fatturati e agli utili degli anni precedenti. In questo modo si andrebbe incontro alle imprese e nello stesso tempo si eviterebbe di svuotare i centri storici». La durata massima dell’indennizzo è calcolata in sei mesi. «È un’esigenza che riguarda tutti i comuni del cratere e che va a colmare di fatto una lacuna normativa evidenziata da tutti i sindaci», conclude D’Alberto secondo cui anche il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha dato il proprio avallo all’iniziativa.
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