D’Alberto, la replica agli attacchi: «Al mio arrivo non c’era niente»

1 Aprile 2023

Il sindaco uscente incalzato da Marroni e Antonetti su ricostruzione ferma e scuole non in sicurezza Il primo cittadino: «Ci sono 173 milioni di investimenti, in tre anni saranno concluse diverse opere»

TERAMO. Primi manifesti sui muri della città e comunicazioni social. Ma, soprattutto, primo confronto pubblico. È così di fatto partita la campagna elettorale a Teramo in vista delle amministrative di maggio. Le danze sono state aperte due sere fa con i tre candidati sindaci seduti uno accanto all’altro: l'uscente Gianguido D'Alberto, sostenuto da liste civiche di centrosinistra, Pd e Movimento 5 Stelle; Maria Cristina Marroni, sostenuta da Italia Viva e liste civiche; Carlo Antonetti, civico che ha raccolto l'appoggio di Azione e di tutto il centrodestra.
Un dibattito a tre che a più riprese è apparso come un “due contro uno”, col sindaco uscente da una parte e i due avversari dall'altra a sferrare colpi sul non fatto in cinque anni di amministrazione. D'Alberto ha parato i colpi, snocciolato risultati e progetti rimarcando la situazione «drammatica» che ha trovato al suo insediamento e le difficoltà intervenute con il Covid che «abbiamo saputo affrontare senza tralasciare la normale attività amministrativa, al punto che abbiamo su Teramo 173 milioni di euro di investimenti», ha detto. Marroni e Antonetti hanno tirato dritto su quelle che ritengono mancanze e ritardi dell'amministrazione. Dalla ricostruzione pubblica post-sisma «completamente ferma, con la sede del Comune come simbolo», ha detto l'avvocato, alle scuole del centro «per le quali non è stato fatto nulla: non ce n'è una a norma, eppure cinque anni sono un tempo lungo», ha incalzato Marroni. Gli avversari di D'Alberto hanno criticato l'assenza di opere importanti realizzate, lo scarso appeal turistico della città e gli appuntamenti spot messi in atto senza visione. Su questo Antonetti ha insistito: «È necessaria una visione strategica: nella nostra città l'ordinario è diventato straordinario. Inaugurate campetti. Lei sindaco deve parlare di quello che non ha fatto, non di ciò che farà. Questo spetta a noi che non abbiamo amministrato», ha detto. Su ciò che vorrà fare per Teramo, Antonetti ha rassicurato di essere all'opera su un programma con dei professionisti. Marroni, invece, il suo programma lo ha già: «Cento punti per Teramo, fra i primi anche la sicurezza delle scuole. Sin da ora dico che se entro tre anni non porterò a termine questi primi punti mi dimetterò», ha detto.
D'Alberto ha replicato spiegando l'avvio dei progetti e i fondi intercettati per realizzare le opere che «nei prossimi tre anni giungeranno concretamente a conclusione», ha detto facendo riferimento tra le altre al mercato coperto, al teatro comunale, all'Ipogeo e alle piazze delle frazioni.
IL MOVIMENTO 5 STELLE
E LE ENERGIE RINNOVABILI
Ieri in una nota la consigliera comunale dei 5 Stelle Pina Ciammariconi ha rivendicato come uno dei temi simbolo del movimento, le energie rinnovabili, sia approdato nelle agende di altri partiti e candidati (il riferimento è a Maria Cristina Marroni).
«Nel 2022, su iniziativa del M5S, la Regione Abruzzo si è dotata di una legge per la costituzione delle Comunità energetiche rinnovabili a prima firma del consigliere Francesco Taglieri il quale, insieme agli altri del Movimento, ha organizzato appuntamenti sul territorio abruzzese, compresa la nostra città», scrive Ciammariconi, «non può fare altro che piacere constatare che temi da sempre cari al movimento vengano proposti anche da altre formazioni politiche».
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