D’Alberto: la ricostruzione deve accelerare

21 Luglio 2018

Incontro in municipio con gli sfollati: servono collaborazione tra enti e informazioni più chiare

TERAMO. Accelerazione, collaborazione tra enti e chiarezza nei confronti dei cittadini. Sono queste le tre linee d’azione indicate dal sindaco Gianguido D’Alberto, nell’incontro di ieri mattina con gli sfollati, per dare efficacia alla ricostruzione post sisma. Il primo cittadino ha ricevuto nel suo ufficio una delegazione del comitato che riunisce gli inquilini Ater di Colleatterrato e altri teramani costretti ad abbandonare le loro abitazioni rese inagibili dai terremoti a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Da quel momento per gli sfollati è iniziato un calvario che rischia di prolungarsi oltre ogni sopportazione. «Finora sono stati avviati solo un paio di progetti per le case popolari», ricorda il portavoce del comitato Leo Iachini, «di questo passo ci vorranno vent’anni per sistemare tutti gli edifici sgomberati».
Il problema è sempre lo stesso: la lentezza delle operazioni, esasperata dall’incertezza sullo stato delle procedure. Per questo gli sfollati si sono rivolti al sindaco, sollecitando interventi che diano maggiori garanzie sul rientro nelle abitazioni messe fuori uso dalle scosse. «Ci sono responsabilità che vengono da lontano, ma non è il momento delle polemiche», rileva il primo cittadino, «tutte le istituzioni devono lavorare insieme». Le sinergie sono fondamentali a detta di D’Alberto che proprio giovedì pomeriggio ha partecipato in Provincia a una riunione del tavolo al quale siedono gli enti coinvolti nella ricostruzione. «Il rimpallo delle responsabilità non serve», insiste il sindaco, «bisogna snellire le procedure, potenziare le strutture che gestiscono le pratiche e far arrivare più informazioni sul loro stato di lavorazione». D’Alberto valuta in modo positivo la delega alla ricostruzione attribuita al sottosegretario della giunta regionale Mario Mazzocca. «È un segnale ma da solo non basta», osserva, «l’obiettivo è definire una strategia d’intervento per far partire le progettazioni, anche perché le risorse ci sono». Il caso di Collatterrato è emblematico. «In gioco non c’è solo la ricostruzione edilizia», spiega il primo cittadino, «ma quella di un tessuto economico e sociale che rischia di essere compromesso dai ritardi». Sulle case popolari la competenza è dell’Ater ma, fa notare il sindaco, «il Comune avrà una funzione di stimolo anche critico se le cose non cambiano». La necessità di potenziare gli uffici è stata ribadita anche nell’incontro di D’Alberto con il settore tecnico del Comune ancora in attesa del dirigente. (g.d.m.)
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