D’Alberto: «Ora non dobbiamo rallentare»

Il sindaco sollecita il via libera all’atto che aggiorna i costi: «Altre modifiche si chiedano al Governo»
TERAMO . «Non fermiamo i cantieri». È questa la priorità per il sindaco Gianguido D’Alberto che, anche nelle vesti di presidente regionale dell’Anci, l’associazione che riunisce i comuni, rivolge un appello alla politica e agli amministratori. «Preoccupiamoci di porre la questione di modifiche normative al Parlamento e al Governo perché la gestione del post-sisma resti centrale e abbia sempre maggiori risposte efficaci », sottolinea, «ma non ci possiamo permettere di bloccare un processo che ha preso un ritmo deciso, con numeri in crescita esponenziale». Per il primo cittadino teramano, dunque, l’ordinanza per l’adeguamento del prezzario e dei costi parametrici va resa operativa il prima possibile.
«Attendiamo tutte le valutazioni», afferma riferendosi alle perplessità della Regione Marche sull’entità degli incrementi proposti dal commissario per il post-sisma del Centro Italia Giovanni Legnini, «ma è necessario procedere con l’approvazione del provvedimento per fronteggiare il caro prezzi e scongiurare il blocco dei lavori». D’Alberto ritiene che il commissario «stia facendo più del possibile», ma non può andare oltre i limiti imposti dalle norme.
«Le ordinanze si devono muovere all’interno di una cornice normativa», tiene a precisare, «sul piano della straordinarietà sono consentite deroghe, non stravolgimenti». Da qui dunque l’invito a sollecitare «l’intervento del legislatore perché rimuova i vincoli». Secondo il sindaco «un ulteriore sforzo economico si valuterà, ma al momento non si può bloccare una risposta importante per il territorio». Il primo cittadino non ha dubbi, dunque, sul fatto che la proposta del commissario sia adeguata, ma sottolinea anche l’impegno delle Regioni, dei Comuni, degli Uffici speciali e di tutte le strutture chiamate a gestire la ricostruzione. «Siamo stati bravissimi in questi anni a costruire un castello normativo che sta dando risultati», conclude, «non possiamo correre il rischio di rallentare, ma spingere con l’ordinanza di aggiornamento dei prezzi e dei costi parametrici». (g.d.m.)

