D’Alberto punge Castelli: «Ora acceleri le pratiche»

23 Maggio 2023

Atteso un chiarimento con il commissario sisma, che ha sostenuto Antonetti

TERAMO. I ritardi nella ricostruzione degli edifici pubblici a Teramo sono stati argomento tra i principali della campagna elettorale, ma visto l’esito del voto hanno dato poco o nulla ai due antagonisti di Gianguido D’Alberto. Il quale, però, ora deve riprendere in mano la complessa questione. Diventata ancora più complessa, forse, dopo che il commissario al post-sisma 2016 Guido Castelli pochi giorni prima delle elezioni è venuto a Teramo a sostegno del candidato Carlo Antonetti evidenziando che per la città, vista la situazione di stallo dei progetti del Comune, sarebbe necessaria un’ulteriore ordinanza speciale.
Sindaco, che dice di questa uscita di Castelli?
«Attendo che il commissario faccia una visita istituzionale a Teramo per condividere un percorso e per rappresentargli le criticità che abbiamo posto».
Tutto qui? Non c’è un rapporto da recuperare, un chiarimento da fare?
«Quello che tengo a dire è che ora, fuori dal clima elettorale, spero che il problema ricostruzione vada affrontato in modo serio. A Teramo siamo in linea con i tempi fisiologici della ricostruzione pubblica nel cratere 2016, chi dice che altrove vanno più veloci mi dicesse dove. Fino al 2021 abbiamo operato con le vecchie norme e quindi quei tre anni non fanno testo, poi è arrivata l’ordinanza Teramo firmata dall’ex commissario Legnini ed è servita molto: abbiamo approvato in giunta tutti i progetti. Con la scuola San Giuseppe siamo già all'esecutivo, prima delle elezioni sono stati approvati i progetti di fattibilità per Savini, Braga e De Jacobis e anche quello della sede municipale di piazza Orsini, su cui c'è stato un recupero sorprendente».
Però non c’è ancora una gara d’appalto a sei anni e mezzo dal terremoto.
«Il direttore dell’Ufficio speciale Rivera ha detto giustamente che il problema non è legato all'attività di questo o quel sindaco, ma all'aumento dei prezzi. Su tutti i nostri progetti c'è un incremento importante rispetto alle somme stanziate: i costi crescono anche del 50 per cento. Ora, dunque, è necessario che ci sia una risposta degli uffici competenti. Sulla San Giuseppe c'è già stata un’interlocuzione per arrivare a un importo progettuale congruo, ma quello che conta è che la struttura commissariale si ponga finalmente questo problema, lo dico non solo da sindaco ma anche da delegato Anci del cratere. Spero che le verifiche di congruità arrivino in tempi ragionevoli, che ci sia consapevolezza, buon senso, capacità di comprendere. Non si può attendere mesi prima di ottenere una risposta. Noi ora le norme per accelerare le abbiamo, ma la semplificazione non è solo normativa: è anche un fatto di consapevolezza e volontà, è un fatto culturale».
Insomma, il Comune ha fatto tutto quello che doveva mentre c’è chi rema contro?
«Sono consapevole che i tempi devono essere più rapidi ma assolutamente soddisfatto della pianificazione già pronta su tutte le scuole del territorio, non solo quelle dell’ordinanza Teramo ma anche le 13 scuole dell’ordinanza 31 finanziate con 40 milioni. E non dimentichiamo la scuola jolly da realizzare nello spazio dietro la Molinari, qui il progetto di fattibilità non è stato ancora approvato ma è quasi pronto. Scuole a parte: il lavoro del Comune su palazzo Pompetti è finito, è finanziato anche il museo archeologico e non dimentichiamo quanto fatto sui cimiteri. Adesso sono certo che in collaborazione virtuosa con il commissario, oltre che con l’Usr e con le Soprintendenze, riusciremo a cogliere l'obiettivo di una ricostruzione rapida. Sperando che acceleri anche la ricostruzione degli edifici Ater, cosa che da sindaco non può non interessarmi visto che incontro cittadini disperati che da sette anni sono fuori dalle loro case e non sanno quando rientreranno. Ora ci dev'essere un'attività di sistema, ora devono remare tutti insieme».
Nel secondo mandato la vedremo aprire i grandi cantieri del post-sisma?
«Sì, certamente li aprirò. E conto anche di chiuderli».
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