«D’Alessandro estraneo a tutte le accuse»

Parla il legale del costruttore aquilano coinvolto nella maxi inchiesta sul traffico di cocaina
TERAMO. «Il mio assistito non è mai stato irreperibile. Era all’estero e appena ha saputo dell’ordinanza di custodia nei suoi confronti è rientrato e si è presentato ai carabinieri. Si dichiara del tutto estraneo ai fatti che gli vengono contestati». Così dichiara l’avvocato Vincenzo Calderoni, il legale che assiste il 43enne costruttore aquilano Walter D’Alessandro coinvolto nella maxi inchiesta sul traffico di droga. L’uomo, insieme ad altre persone, è stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip Romano Gargarella su richiesta del pm della distrettuale antimafia dell’Aquila David Mancini.
Secondo l'accusa il costruttore avrebbe avuto un ruolo ben preciso all'interno dell'organizzazione criminale che era quello di mettere a disposizione dei corrieri albanesi auto di grossa cilindrata, tra cui la Lamborghini Gallardo che gli è stata sequestrata, e di fare assunzioni fittizie nelle sue imprese per regolarizzare la presenza in Italia degli stessi corrieri. All'uomo è stato sequestrato anche uno yacht. Intanto le carte dell'inchiesta, da cui si apprende che gli arrestati si lanciavano messaggi anche su Facebook , aprono altre finestre sul modus operandi dell'organizzazione di albanesi, italiani e romeni pronta a gestire chili di cocaina e marijuana per rifornire la Teramo bene e la costa, e rivelano una fitta rete di clienti. Tra i tanti consumatori (nessuno dei quali indagati) che periodicamente si rivolgevano ai due fratelli albanesi, le intercettazioni hanno catturato anche i nomi di un avvocato e di un politico teramani. Quest'ultimo nel corso delle indagini, durate circa un anno, è stato intercettato in quaranta conversazioni. E numerose, quasi quotidiane, sono quelle tra l'avvocato e gli spacciatori. Con D'Alessandro sotto accusa ci sono altre sette persone di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari. Si tratta dei fratelli albanesi Arjian e David Gjini, di 28 e 23 anni, entrambi residenti a Teramo e fino a poco tempo occupati nella gestione di un'attività di autolavaggio, di Adrian George Mare, 30 anni, albanese residente a Teramo,(tutti in carcere) di Paola Marino, 32 anni, residente a Teramo, di Joana Laura Mare, romena di 29 anni, residente a Teramo, dei fratelli Edrin e David Brahimaj, albanesi, entrambi di 38 anni, residenti tra Milano e Varese(tutti ai domiciliari).(d.p.)
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