D’Alfonso: pronto soccorso da rivedere

Blitz del governatore all’ospedale Mazzini. «L’accorpamento con la Asl dell’Aquila? Una divagazione teorica»
TERAMO. Carenza di personale, liste d’attesa, reparti da riorganizzare, necessità di una dotazione più efficiente di mezzi del 118 in modo da poter raggiungere anche le aree più lontane della provincia, riorganizzazione delle sale operatorie considerata la presenza di tanti reparti. Più in generale, rielaborazione della rete di emergenza-urgenza (118, pronto soccorso, guardia medica, che si avvale anche di associazioni di volontariato). Sono soltanto alcune delle criticità che i direttori dei dipartimenti e i primari dell’ospedale Mazzini ieri hanno illustrato al presidente della Regione Luciano D’Alfonso nella tappa teramana del suo «tour conoscitivo» tra gli ospedali dei quattro capoluoghi di provincia, alla quale hanno preso parte anche l’assessore Dino Pepe, il consigliere regionale Luciano Monticelli, e quello comunale, Manola Di Pasquale. L’obiettivo del blitz, avvenuto ieri in modo informale anche se da alcuni già conosciuto sin da luglio, è di «ricostruire il curriculum vitae delle realtà ospedaliere». «Intendiamo capire», ha spiegato D’Alfonso, «qual è il livello delle prestazioni erogate e quello dei bisogni, quali sono le esigenze legate agli spazi ospedalieri e i doveri che ha la Regione nei confronti delle strutture sanitarie per fare in modo che i servizi siano all'altezza della domanda dei cittadini». Quanto all’ipotesi dell’accorpamento tra la Asl di Teramo e quella dell’Aquila, D’Alfonso ha risposto in modo ambiguo: «È divagazione teorica che per fortuna ha potuto riempire colonne di giornali». Dallo staff del presidente aggiungono che «al momento accorpamento tra le due Asl non è nell’agenda del governatore», dunque, non che non si farà. Una risposta che, però, lascia aperte diverse ipotesi. Il tour nella sanità abruzzese è iniziato al Santo Spirito di Pescara e proseguito al San Salvatore dell'Aquila, facendo tappa ieri al Mazzini. Lunedì sarà la volta dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Una visita impegnativa, quella di ieri, durata quasi quattro ore, dalle 9,15 alle 13, durante la quale il governatore ha visitato alcuni dei principali reparti ospedalieri: ostetricia, oncologia, pediatria, anestesia e rianimazione, chirurgia, pronto soccorso (lo stesso D’Alfonso ha notato, oltre alla carenza di personale, l’inefficienza delle corsie di uscita che impediscono alle ambulanze di fare manovra in sicurezza), stringendo mani ai pazienti e rassicurandoli che «siamo qui per ascoltare e capire dove si possono portare delle migliorie», ha detto ad alcune persone in attesa davanti al reparto di rianimazione. Con i primari e i direttori di dipartimento (ad accompagnare la visita c’era, tra gli altri, anche il direttore di presidio Gabriella Palmeri) D’Alfonso si è spesso soffermato per rapidi briefing sulle criticità e le esigenze dei loro ambiti di lavoro. Il primario del reparto di Ostetricia, Anna Marcozzi, ha rimarcato «l'auspicabile chiusura dei piccoli punti nascita per dare servizi migliori alla regione puntando ai centri che facciano più di mille nascite l'anno». Sabato 13 è prevista, intanto, una nuova visita del presidente al Mazzini per un incontro con gli operatori «che ascolterò per conoscere punti di forza e di debolezza della struttura».
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