D’Alfonso tira dritto, nominato Mattioli

In assenza di comunicazioni da Roma il governatore firma il decreto. L’ex rettore: sono contento. E dribbla le polemiche
TERAMO. Il presidente Luciano D’Alfonso aveva ribadito che avrebbe tirato dritto e lo ha fatto: Mauro Mattioli è il nuovo direttore generale dell’Istituto zooprofilattico di Teramo. Il decreto è stato firmato ieri dal governatore, che ritenendo sufficienti i tempi trascorsi dopo la notifica della scelta di Mattioli al ministero della Salute, e in assenza di comunicazioni da Roma, ha proceduto ad affidare la guida dell'Izs al docente modenese di veterinaria dell’università di Teramo, ex preside della facoltà di agraria, poi di veterinaria, ed ex rettore. La mossa, salutata con soddisfazione dal presidente del cda Manola Di Pasquale, prende in contropiede eventuali procedure di commissariamento e, per quanto suscettibile di ricorsi (già preannunciati da più soggetti), mette un punto fermo sul completamento della governance.
«E’ una nomina che accolgo con piacere», ha dichiarato al Centro il neo direttore, «e che porta con sé un carico notevole di lavoro. Conosco bene i problemi di una struttura di quella proporzione, ma anche la qualità. Mantenerla su quei livelli non è compito semplice, ma è un'attività che è già parte della mia storia. Quando sono arrivato a Teramo l’Izs è stato l'incubatore della facoltà di veterinaria, e quando ho preso la presidenza, nel 1994, c’era una interazione forte con l’istituto tanto che i colleghi dello Zooprofilattico avevano la titolarità di alcuni corsi all’università. Questa collaborazione non si è mai spenta anche se nel corso del tempo ha avuto alti e bassi. Le basi già ci sono e la possibilità oggi di costruire qualcosa che sia in grado di competere dal punto di vista scientifico è importante visto che la competizione è diventata su scala internazionale. Le preoccupazioni circolate sull’università che vuole fagocitare l’istituto, o inglobarlo, sono frasi senza senso buttate lì. Io penso che per competere ad alti livelli bisogna fare massa critica. Si parla da tempo di costruire sinergie tra ateneo e Izs, è il caso di provarci davvero: la mia esperienza gestionale sarà al servizio di quella struttura per fare in modo che tutti gli operatori che sono al suo interno possano esprimere il massimo. Non si tratta di inventare nulla, le premesse per fare bene ci sono già».
Con che sentimenti ha assistito alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina e che parole si sente di spendere? «Non entro nel merito delle valutazioni fatte sulla scelta. Questa è un’attività essenzialmente gestionale e in tal senso darò il mio contributo visto che ho offerto la mia disponibilità sulla base di un’esperienza maturata come rettore. Ho 63 anni, ho ottenuto il massimo coronamento professionale da rettore, non devo dimostrare più nulla in questa fase della mia carriera. Posso solo dare la mia disponibilità e la mia voglia di fare per la comunità a cui appartengo».
C’è chi ritiene che un profilo di “accademico” sia distante dalle esigenze di operatività che impongono la direzione di una struttura come l’Izs. E’ così? «Non devo mettere sul banco le mie competenze scientifiche. E’ la stessa legge di riordino degli Izs che prevede che i direttori generali possano essere docenti universitari, tant’è che in tal caso impone che si mettano in aspettativa, come farò. Dimostrazione ne è anche il fatto che alla guida di diversi istituti zooprofilattici italiani ci sono docenti universitari».
Lei è stato tratteggiato come figura poco “gradita” al ministero. Il timore che il ministero, cioè il maggiore finanziatore dell’Izs, possa far venir meno il suo appoggio è fondato? «Sono considerazioni ridicole. Ci mancherebbe che il ministero interagisse sulla base del gradimento o delle simpatie. E’ opportuno che lo si faccia sulla base dei progetti, della loro validità e della capacità scientifica dei proponenti. Peraltro al ministero non mi conoscono, chi lo sa se invece», conclude Mattioli, «non potrei risultare il più simpatico dei direttori!».
Marianna De Troia
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