D’Annuntiis: lo sviluppo qui si è fermato

12 Gennaio 2019

Il sindaco di Corropoli, che corre per Forza Italia: «La vallata è stata penalizzata negli ultimi cinque anni, va rilanciata»

CORROPOLI. Adesso è ufficiale: Forza Italia ha scelto Umberto D’Annuntiis per le regionali. Si rumoreggiava già a fine settembre che fosse lui il candidato forzista in vallata, ora è giunta conferma. D’Annuntiis, finora, non ha preso tessere di partito anche se la sua storica adesione berlusconiana ha radici lontane. «Ho dedicato molti anni alla mia comunità e inizio un nuovo percorso. Mi candido perché credo che il lavoro svolto in questi anni meriti continuità e metterò a disposizione dell'Abruzzo lo stesso impegno e la stessa passione di sempre. Con il sostegno del mio territorio andrò a rappresentare la provincia di Teramo, a sua difesa e valorizzazione, per un Abruzzo migliore», è il proclama dell’uscente sindaco corropolese.
Quanto ai contenuti della sua proposta, dice: «Negli ultimi cinque anni la nostra regione ha subito una battuta d’arresto e la nostra vallata anche. Sono stato sindaco di un Comune della Val Vibrata ed ho quindi focalizzato l’attenzione su questa zona, ma ritengo che il discorso vada allargato a tutta la provincia di Teramo. Ritengo che gli obiettivi siano tre», prosegue il candidato forzista, «e cioè sviluppo, lavoro, turismo. Basti pensare ai Prati di Tivo i cui impianti sciistici sono ancora chiusi». D’Annuntiis non trascura la sanità territoriale, nei cui confronti ha sempre sostenuto siano state attuate politiche penalizzanti.
Umberto D’Annuntiis sindaco non dovrà dimettersi. L’ultimo censimento ufficiale (del 2011), infatti, colloca Corropoli sotto i cinquemila abitanti. Per la legge regionale, i sindaci dei comuni sotto quella soglia non sono incandidabili, né debbono dimettersi. Se il censimento fosse aggiornato ad oggi, D’Annuntiis dovrebbe lasciare il palazzo di piazza Piè di Corte perché Corropoli, attualmente, ha una popolazione di 5.050 abitanti. D’Annuntiis è, politicamente, figlio d’arte. Le sue origini democristiane sono note, visto che il padre Gaetano – uno degli esponenti di spicco dello scudo crociato negli anni Settanta e Ottanta – rivestì in Regione l’incarico di consigliere per quattordici anni e di assessore per sette. Invece, il sindaco corropolese è sulla scena politica da circa un ventennio. È stato vice sindaco per due legislature a Corropoli nell’amministrazione guidata da Paolo D’Aristotile. Fu proprio D’Aristotile ad indicare in lui, alla fine del secondo mandato, il suo erede naturale. Ed infatti così è stato. È sindaco da due mandati, sbaragliando il centrosinistra con voto plebiscitario. E’ stato anche presidente dell’Unione di Comuni Val Vibrata per due anni consecutivi. Ora, per lui si potrebbero spalancare le porte della Regione. Non sono ignote le sue stilettate al governo D’Alfonso, ma non risparmiò neppure aspre critiche al predecessore Gianni Chiodi, nonostante l’area di appartenenza, stigmatizzando la poca considerazione avuta per la Val Vibrata. Al centrosinistra in Regione non ha risparmiato bordate, specie quando si è trattato di decidere della ripartizione dei fondi e di stilare i bandi.
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