D’Ignazio a Brucchi «Ponga la questione di fiducia in aula»

Il consigliere regionale Ncd: bene la rottura con Di Sabatino Mariani: Dodo candidato del Pd? Prima stacchi la spina
TERAMO. «Bene ha fatto Paolo Tancredi a prendere le distanze da Dodo Di Sabatino, la sua un’azione politica condivisa da tutto il gruppo di Ncd». Così il consigliere regionale di Nuovo Centrodestra Giorgio D’Ignazio interviene dopo lo strappo del deputato teramano che ieri, al Centro, ha ufficializzato la fiine dell’alleanza politica con Dodo Di Sabatino. D’Ignazio ha confermato che la posizione del leader trova la condivisione del suo gruppo. «Noi siamo pronti anche nuove elezioni perchè siamo un gruppo compatto, ma sicuramente non siamo cospiratori che stabiliscono la fine di Brucchi nel corso di una cena. Il sindaco ha problemi oggettivi», dice D’Ignazio, «ma la soluzione non è la morte di Sansone e tutti i filistei».
D’Ignazio preferisce dare a Brucchi un altro suggerimento: «Ponga una questione di fiducia al prossimo consiglio comunale e dia una prova dei suoi numeri».
Ma se da un lato rumors consegnano contatti ravvicinati tra Di Sabatino e il presidente Luciano D’Alfonso propedeutici a costruire una candidatura per il primo a sindaco del centrosinistra, il Pd teramano ne prende le distanze. Per Gabriele Minosse, segretario provinciale del partito, «il tema della collocazione di Di Sabatino non è argomento approdato sul tavolo del Pd».
E che non ci siano proprio festoni di accoglienza per Di Sabatino in casa Pd lo dimostrano anche le dichiarazioni di Sandro Mariani, capogruppo del partito in consiglio regionale. «Non mi scandalizzerebbe l’avvicinamento di una persona come Di Sabatino, di provenienza politica diversa, al centrosinistra. Non ci si scandalizza per Verdini, Alfano e Lorenzin a sostegno delgoverno Renzi, per cui non mi turberebbero nemmeno queste alchimie a livello locale. Rilevo però che la litania di Di Sabatino pronto a staccare la spina va avanti da troppo tempo e se vuole mettere fine a Brucchi deve dimostrarlo con i fatti. A quel punto il Pd prenderà atto che ci sono persone a disposizione sul territorio e potrà fare altri ragionamenti. Mi stupisce in tutto questo l’atteggiamento del sindaco Brucchi: al suo posto mi sarei già dimesso visto che i suoi colleghi di coalizione fanno a gara per mettere fine al suo mandato, ma non hanno lo scatto di reni finale solo per paura che gli altri possano barare. Tutti vogliono la primogenitura della sua fine, ma non riescono a portarla a termine». Anche ilMovimento 5 Stelle prende posizione sul tema stigmatizzando la mancata convocazione dei consigli comunali come segnali di evidente agonia.
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