D’Ignazio: pressioni esterne per il diniego

28 Agosto 2018

C’è l’ombra di una «ingerenza esterna» sulla decisione dell’ Ente parco Gran Sasso-Laga di non autorizzare il passaggio del Rally d’Abruzzo sul proprio territorio. A far emergere questo scenario da...

C’è l’ombra di una «ingerenza esterna» sulla decisione dell’ Ente parco Gran Sasso-Laga di non autorizzare il passaggio del Rally d’Abruzzo sul proprio territorio. A far emergere questo scenario da giallo è l’assessore regionale al turismo Giorgio D’Ignazio. «Qualcuno ha ritenuto che, se non aveva potuto organizzare lui il rally nel parco, nessun altro lo avrebbe fatto». Questo il concetto espresso dall’amministratore in un video diffuso anche tramite i social. D’Ignazio non fa nomi, ma si riferisce a un precedente citato qualche giorno fa anche da Tommaso Navarra, il presidente dell’ente di gestione dell’area protetta montana. «Una decina di anni fa», sottolinea l’assessore, «al parco fu presentata la richiesta per un rally che però non venne autorizzato». Da chi mise in campo quel tentativo, insomma, sarebbero arrivate pressioni per il diniego alla “Motorsport Italia” che ha proposto la gara per il primo fine settimana di settembre. «Invidie e ripicche non giovano a nessuno», fa notare D’Ignazio, «producono solo danni che in questo caso si riflettono su tutta la Regione». Per l’assessore il Rally d’Abruzzo sarebbe stato un’occasione «per recuperare economie tramite le tante presenze previste lungo un tracciato che sarebbe partito da Giulianova e avrebbe attraversato le zone del cratere sismico». La gara avrebbe fatto da veicolo all’immagine di Teramo e dell’Abruzzo a livello internazionale, ma il diniego da parte del Parco «ha prodotto l’effetto contrario». (g.d.m.)